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Dozza - cenni storici |
Il territorio comunale risulta abitato fin dall'età del bronzo come testimoniano reperti rinvenuti nella zona di Toscanella. Intorno al mille la cittadina
venne dotata di mura dai Bolognesi, e circa due secoli dopo venne
costruita una rocchetta per difenderne l'ingresso. Il territorio venne
poi sottomesso alla Santa Sede nel 1505, e ceduto dal pontefice
al cardinale Campeggi la cui casata ne mantenne il dominio fino
all'estinzione, avvenuta nel 1728. |
Museo d'Arte Sacra - chiesa prepositurale Vi sono conservate le tele che appartenevano alle cappelle soppresse dopo gli ultimi restauri, ovvero un’immagine di San Vincenzo Ferreri, opera dell’imolese Giuseppe Righini, una Circoncisione, opera di scuola bolognese della metà del XVI secolo, una Natività e una Decollazione di San Giovanni Battista, di autore ignoto, dipinta nella prima metà del XVII secolo. Collezione di trenta reliquiari di epoca, una croce astile in legno dorato, un crocifisso di inizio ’600, un prezioso manto con ricami in oro raffigurante la Madonna del Calanco e una collezione di ceramiche faentine del XVI secolo. |
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