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Sarsina

Sarsina - cenni storici

Fondata dagli Umbri, capoluogo delle tribù insediate in Romagna, fu successivamente conquistata dai Romani nel 266 a.c.
Retta nel periodo medioevale dalla sede Vescovile (primo vescovo fu San Vicinio), governata da potenti famiglie fra le quali gli Ordelaffi, i Malatesta, gli Aldobrandini ed infine i Doria Pamphili.

Sotto l'influenza dello Stato Pontificio fino al 1859 e successivamente del Regno d'Italia.

riceviamo da www.prolocolagoquarto.it e pubblichiamo:

LA STORIA DEL LAGO DI QUARTO

Il 21 marzo 1812 dal culmine di Montalto, elevatissimo e dominatore di ogni altura circostante, si staccò una grandissima frana. La catastrofe del 1812 viene studiata dall'Ing Giovanni Bertoni, in una ricostruzione dei fatti datata 1843. Oltre a causare la morte di 18 persone questa frana ha anche dato origine a quello che oggi è il Lago di Quarto, sbarrando il corso del fiume Savio e creando un enorme bacino naturale.

Nel 1828 con il sopraggiungere di una grande siccità, il prolegato della provincia di Forlì sua Eccellenza Reverendissima monsignor Antonio Benvenuti, incaricò l'Ing. Giovanni Bertoni di creare una breccia nello sbarramento naturale che impediva l'efflusso delle acque del fiume Savio, affichè ne beneficiasse l'intera vallata comprese le pianure del cesenate

Sulle cause della tragedia lo Stato Pontificio e il Gran Ducato di Toscana nominarono una commissione per capire le origini del fenomeno, ma non approdò a dei risultati completi. Una spiegazione dell'accaduto ci arriva dall'Ing. Bertoni che racconta:
Notavasi ancora tre fenomeni avere precorso, e tacitamente annunziato l'avvenimento: alcuni pozzi naturali comparsi da gran tempo sulla vetta di Montalto rimasti senz'acqua, la sospensione per otto giorni e l'inaridimento di tutte le fonti ed infine due giorni prima dell'accaduto l'elevazione di circa 1,60 mt del letto del fiume Savio confinante con i piedi della montagna. Sarebbe quindi logico imputare la tragedia del 1812 alla massiccia presenza di falde acquifere sotterranee ancora oggi presenti nella zona sovrastante il Lago di Quarto oppure al diverso percorso del fiume Savio che all'epoca scorreva ai piedi di Montalto. Nel secolo successivo, quando ormai il bacino del Lago poteva dirsi scomparso per effetto della sedimentazione di detriti melmosi la S.I .D.A.S. (Società Idroelettrica dell'Alto Savio), pensò di sfruttare le risorse idriche del Lago per la produzione di energia elettrica, costruendo nel 1922 una Diga ed una Centrale Idroelettrica. Fu così che comparve un nuovo specchio d'acqua dell'estensione di 85 ettari e della capienza di 9 milioni di metri cubi. Il risultato dello studio effettuato dall'Ing. Bretoni sull'accaduto è contenuto in un libro disponibile su richiesta presso la Pro Loco Lago di Quarto,intitolato“ Memoria sul Lago di Quarto ”.

Museo archeologico Nazionale - Via Cesio Sabino 29 Sarsina.
Istituito nel 1890, raccoglie numerosi reperti archeologici di provenienza quasi esclusivamente locale.
Copre un arco cronologico esteso dalla preistoria alla tarda antichità, con particolare riguardo all'epoca romana.
Numerose le epigrafi e i monumenti funerari, oltre ad una vasta raccolta di suppellettili di uso comune.
La maggior parte dei reperti proviene dalla vicina zona di Pian di Bezzo.
Molto interessanti ed importanti le collezioni conservate, dai mosaici, alle lapidi funerarie.
Imponente il Mausoleo di Rufo (alto 14 metri) di stile ellenistico, ben visibile anche dall'esterno.
Altre informazioni, orari e prezzi sul sito:
www.comune.sarsina.fo.it

Museo Diocesano di Arte Sacra - piazza Plauto
raccolta di paramenti sacri del 700, campane antiche del 200-300, sculture e dipinti

Museo della Valborello
Presso la Chiesa di Ranchio il Museo espone le opere d’arte, non solo della chiesa di Ranchio ma anche delle altre sette chiese di altrettante parrocchie limitrofe soppresse ed unite a questa. Vi sono custoditi arredi e oggetti sacri, statue, paramenti, calici.
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