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lucchetto
Cicloturismo

Quattro passi Romagnoli
Colle del Carnaio - Mandrioli - Prato alla Penna - Calla

itinerario Km 108 - dislivello mt 2862

4 passi Romagnoli
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1° passo
Carnaio


Santa Sofia - Bagno di Romagna

tratto di 23,8 Km dislivello in salita mt. 309


Si parte da Santa Sofia, la salita sviluppa circa 12 km, pendenza media 4,3%.
Con una serie di tornanti (su uno dei primi deviazione per la vallata del Bidente di Pietrapazza) ci si porta subito in quota superando alcuni tratti con pendenza di poco superiore al 10%.
Dopo circa 3 km la salita risulta più dolce, alcuni tratti anche il falsopiano, e dopo ulteriori due facili tornanti si giunge alla frazione di Monteguidi.
Percorso un ulteriore facile chilometro la strada inizia a risalire decisamente, sulla nostra destra ampio panorama su monte Marino (1066) e sull'intera giogaia appenninica di Poggio Scali (1520) e Prato allo Spillo (1449).
Breve e velocissima discesa e affrontiamo l'ultimo strappo di circa 600 metri con ulteriori punte al 10%.
Siamo così giunti in località Gamberini - albergo Ristorante e considerato convenzionalmente il passo Carnaio.
Il punto più alto mt. 764, in verità si trova dopo un ulteriore chilometro in leggera salita.

carnaio

Breve falsopiano, transitiamo a lato di un monumento ai caduti del Carnaio, e affrontiamo la velocissima discesa su San Piero in Bagno.
Sono 4 km con pendenza media oltre il 7% e lunghi tratti al 10%, presenza di alcuni tornanti fra cui un doppio tornante molto ripido seguito da una serie di curve e controcurve in forte pendenza.
Discesa come detto molto veloce, ma se non conosciuta da affrontare con le dovute cautele per la presenza di alcune curve cieche seguite da tornante.

Giunti a San Piero in Bagno proseguiamo verso Bagno di Romagna, che superiamo velocemente e in circa 5 km siamo ad un bivio, a sinistra per Verghereto, a destra per Passo dei Mandrioli.

2° passo
Mandrioli

Bagno di Romagna - Badia Prataglia

tratto Km 16,7
dislivello in salita
mt 663

Salita di complessivi 11 Km, pendenza media 6,1%, lunghi tratti al 7-8%
Superato il ponte sul rio Becca la strada inizia repentinamente a salire con strette curve e rettilinei che procedono in fregio a nude pareti di galestro e tratti con bassa vegetazione.
Salita caratterizzata da ampi panorami sulla valle delle Gualchiere e del fosso Faeta, ben visibile in controcrinale di Nasseto che staccandosi dal crinale principale nel pressi di monte Zuccherodante raggiunge la valle del Savio.
Al chilometro 5, subito dopo aver superato una casa cantoniera in rovina, spettacolare tratto detto "delle scalacce", imponente ed elevata formazione marnoso-arenacea disposta a gradoni che costeggia la rotabile. 
Il percorso prosegue con pendenze sempre altalenanti sul 7-8% seguite da brevi falsopiani.
Superata la frazione Ravenna Montana, abitata solo nel periodo estivo, il paesaggio circostante subisce una netta trasformazione, le marne cedono il passo a faggete e pinete, sempre più alte e folte, prime propaggini della foresta della Lama.
Incontriamo su una curva la "casa del pittore" - Km 9 - (qui soggiornava il pittore forlivese Giovanni Marchini 1877-1946) e subito dopo il piccolo albergo-ristorante "Raggio" (chiuso) , il fabbricato più antico e suggestivo del percorso, immerso nel "buio" della foresta. Una lapide sul fronte ricorda la realizzazione del passo e il suo progettista.
Poco più di 1 Km ci separa dal termine della salita e, superata una curva, siamo sul passo e sul confine fra Romagna e Toscana.

pievedirivoschio


Iniziamo la discesa su Badia Prataglia, percorso di 5,7 km molto tecnico e anche questo velocissimo, a parte cinque ravvicinati tornanti, con curve ad ampio raggio.
E' comunque necessario coprirsi bene in quanto essendo quasi interamente immersa nelle faggete risulta una discesa "fresca" anche nella stagione estiva.
Giunti a Badia Prataglia, all'inizio del paese, occorre fare attenzione e prendere la deviazione per Prato alla Penna.

3° passo
Prato alla Penna

Badia Prataglia - Eremo di Camaldoli
(Prato alle Cogne)

tratto Km 10,4 di cui 3 sterrati
dislivello in salita mt 524

All'inizio del paese prendere la prima strada a destra, unica indicazione "ristorante pizzeria Capanno".
Pochi metri in piano e ci immergiamo immediatamente nelle foreste Casentinesi iniziando la parte sicuramente più dura, ma anche più caratteristica di tutto il percorso.
Fino al passo sino 6,7 Km con pendenza media del 6,7%, ma con i primi 2 Km con pendenza media del 9,2% e tratti fino al 15%.
Strada stretta, ma per il momento ben asfaltata, che risale la stretta vallata del fosso di Fiume d'Isola.
In 500 metri raggiungiamo il piccolo nucleo di fiume d'Isola e successivamente al km 1,8 il ristorante il Capanno. 
Da qui in poi non troveremo più edifici stabilmente abitati, nè la possibilità di approvigiornarci di acqua.
Poche decine di metri in falsopiano e ricomincia la salita che pur se più abbordabile resta comunque sempre impegnativa, mitigata però dallospettacolare ambiente circostante immerso nel semibuio della foresta, e con un passaggio sul torrente da cartolina.
Si continua a salire con pendenze sull'8% e qualche punta al 10%, sempre all'interno delle folto bosco casentinese.
Al km 3,6 termina l'asfaltata e si prosegue su sterrato, comunque la strada ha un buon fondo, non eccessivamente sconnesso e si percorre bene anche con una bici da corsa nonostante qualche tratto sul 10%.
Poco più di 1 km e siamo al rifugio Fangacci (non presidiato) qui si può dire che la salità è al termine, ci restano ora un paio di km in falsopiano, da godersi interamente pur dovendo fare attenzione al fondo stradale che resta comunque sempre sterrato.
In questo tratto si trova il punto più alto del percorso posto a 1251 metri, in territorio Romagnolo.
Su una curva se si fa attenzione si può vedere un bellissimo scorcio sulla sottostante diga di Ridracoli.
Si giunge così al passo di Prato alla Penna, di qui ricomincia l'asfalto e con una velocissima discesa di circa 2 km si raggiunge l'eremo di Camaldoli. (possibilità di rifornirsi di acqua).

Passo Ciola

Dall'eremo procediamo diritto, ignorando le deviazioni per Camaldoli e seguendo le indicazioni per Lonnano e Pratovecchio , ci aspetta ora ancora un tratto di circa 3 km di facile salita per giungere a Prato alle Cogne, passetto che ci consente di scendere nella val d'Arno casentinese.

4° passo
Calla

Eremo Camaldoli - Santa Sofia

tratto Km 58.4
dislivello in salita mt. 825

Ha inizio una lunga discesa, si superano in successione le frazioni di Prato alle Cogne, Vallommo, Lunnano per immettersi infine dopo 13 km sulla statale 310 in corrispondeza di Pratovecchio.
Prendere a destra e in un paio di chilometri siamo a Stia, superato il paese ha inizio la lunga salita del passo Calla.
Salita molto regolare, sono 15,6 km con una pendenza media del 5,37%, le pendenze non sono mai eccessive anche se lunghi tratti al 6-7% e la distanza totale non la fanno definire una salita "facile".
Superate le frazioni di Santo Stefano, Calcinaia e Biforco la strada si immerge nella faggeta per uscirne solo in prossimità della cima.
Lungo il percorso da rilevare la presenza di due sorgenti al lato della strada.
Si giunge così a Passo Calla mt 1.295, punto più alto della nostra escursione, e confine fra la Romagna e la Toscana.
Sul passo si incrociano i sentieri di crinale 00 GEA (Grande Escursione Appenninica), Casentino Trekking e CAI. 
Punto di partenza per escursioni trekking sul Falterona e Monte Falco (i maggiori rilievi dell'Appennino Romagnolo) e sul crinale delle Foreste Casentinesi (Calla-Camaldoli - 10 Km di sentiero e piste forestali quasi interamente su crinale transitando per Poggio Scali - mt 1520 - e in fregio alla riserva integrale di Sasso Fratino).

Cima Dante

Superato il 4° passo ci dirigiamo ora verso Santa Sofia, lunghissima discesa di 27 km.
In 3 km siamo a Campigna (con breve deviazione sulla destra possiamo raggiungere il bar ristorante e albergo lo Scoiattolo e/o l'albergo Granduca, aperti tutto l'anno), proseguendo la discesa troviamo in sequenza le frazioni stabilmente abitate di Lago e Corniolo (13,4 km dal passo).
Successivamente troviamo Berleta, Cabelli, Isola (sede del centro di potabilizzazione dell'acqua del lago di Ridracoli) e finalmente Santa Sofia.
Discesa anche questa molto veloce (solo un paio di corti strappetti in contropendenza nei pressi di Corniolo) e con lunghi tratti nella parte terminale in falsopiano.

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