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Badia Tedalda

Badia Tedalda

Cenni storici

Di origini romane, posta sulla via «Ariminensis» che collega Arezzo e Rimini, punto di sosta per i viaggiatori che si apprestavano a valicare l'Appennino.
Fece parte della «Massa Trabaria», vasto territorio coperto di foreste che sottostava all'obbligo del «beneficium trabium» per la costruzione delle basiliche romane.
La sua storia nel Medioevo è strettamente legata alle due potenti abbazie benedettine di Sant'Angelo Michele de Tedaldi e di Arduino.
(Probabilmente l'attuale toponimo deriva da "Badia de' Tedaldi")
Sotto la giurisdizione di queste abbazie, oltre al castello dei Tedaldi, erano anche oltre 14000 ettari di territorio, e l'abate godeva del raro privilegio del "Jus sanguinis".
Unificate nel 1238 dall'abate Guido del Presale, che fece costruire il nuovo monastero oggi chiesa parrocchiale.
Territorio lungamente conteso dai conti di Montefeltro, di Carpegna, dai signori Montedoglio e dai Faggiuolani, vero la metà del XV secolo passò sotto il dominio di Firenze.

Amministrata dai Medici e successivamente dai Lorena venne costituita con «motu proprio» da Leopoldo Primo il 27 luglio 1775

Miscellanea storica

Corografia d'Italia Vol III - P-Z - Giovanni B. Rampoldi ed. Per Antonio Fontana Milano 1834

Pagina 1130

TEDALDA, borgo del granducato di Toscana, prov. di Firenze , vicariato di Sestino. Fu un castello dei conti Tedaldi che vi si ripararono dopo la caduta di Fiesole. Quei conti vi edificarono una badia, per cui da quel cenobio, anche il castello è volgarmente chiamato Badia-Tedalda......
L'attuale castello consiste in un gruppo di 6 meschine abitationi, una delle quali serve pel podestà e l'altra per il parroco. Sopra picciola eminenza veggonsi gli avanzi dell' antica rocca. La comunità annovera nulladimeno quasi 2,000 abitanti .... Il suo territorio, tutto montuoso, ha una superficie di 44 miglia quadrate.  Vi si tiene fiera nel giorno 8 maggio di ogni anno


Dizionario Corografico dell'Italia - Vol. 1 da A a B - Prof. Amato Amati ed. Vallardi - Milano 1869

Pagina 532

BADIA TEDALDA - Comune in Toscana, provincia e circondario di Arezzo, delegazione di S. Sepolcro.
.....
Ha una superfìcie di 11637 ettari.
La sua popolazione nel 1860 era di abitanti 2389. Secondo l'ultimo cènsimento (1862) contava 2016 abitanti (898 maschi e 1118 femmine)
.....
Il suo territorio è da ogni lato circondato dalle diramazioni dell'Alpe della Luna e da quelle del Poggio della Zucca, dove hanno origine il Metauro a mezzodì e la Marecchia a ponente. Manca di strade rotabili : ai paesi dispersi per la contrada si arriva per vie mulattiere, quasi impraticabili nell'inverno a cagione delle nevi. Ha clima alquanto rigido, ed è battuto da impetuosi venti. Tranne vasti pascoli naturali, selve di castagni e foreste di faggi, cerri e lecci, il suolo null'altro produce che qualche poco di grano, avena, orzuola e segale, pochissimo frumento e canape nei bassi fondi. Il maggior reddito traesi dalle selve di castagni, dalle pasture naturali e dai boschi di lecci.
Il capoluogo sorge sopra uno sprone dell'Alpe della Luna, fra il torrente Presale, che gli scorre al di sotto verso ostro-levante, e il fiume Marecchia che gli possa a settentrione, presso le sorgenti del Metauro e della Foglia.
.....
Poche e meschine abitazioni lo costituiscono, una delle quali, che era residenza dei Tedaldi, conserva qualche vestigia di grandezza. Sopra piccola eminenza si osservano gli avanzi dell'antica rocca, e sui bastioni che la cingevano è l'antica abbadia.


La Italia Geografico storica politica Tomo IV - Ant. Federico Busching ed. A. Zatta Venezia - 1780

Pagina 93

Badia Tedalda, 7 miglia da Sestino, Potesteria nel cui distretto trovasi sui fiume Marecchia, che sbocca nell' Adriatico , il Feudo di S. Sofia , eretto in Marchesato nel 1615, e concesso al Baron Fabbrizio Colloredo di Milano, con facoltà in mancanza di figli, e fratelli, di nominare una linea della sua famiglia.


Corografia Fisica Storica dell'Italia Vol IX - Attilio Zuccagni Orlandini ed. Firenze 1841

Pagina 986

Comunità di Badia Tedaldà
Super/Migl quadr. geogr. 33,87 .......

Tra le più potenti e cospicue famiglie che si dispersero nella caduta di Fiesole fu quella dei Tedaldi, uno dei quali emigrò nelle Spagne, un altro in Lombardia un terzo fermò suo domicilio nell'Umbria. Ivi acquistò vasti fondi, e sopra isolata eminenza posta tra la Marecchia ed il Presale, edificò un castello ed un'Abbadia la quale conservò il nome del fondatore anche dopo l'acquisto fattone dai Fiorentini.

L'attuale castello di Badia Tedalda consiste in gruppo di sei meschine abitazioni; una di esse, che fù residenza dei Tedaldi, conserva un qualche avanzo di grandezza; una serve di abitazione al Potestà e quella che le resta in faccia è del parroco. In piccola eminenza restano gli avanzi dell'antica rocca; sui bastioni che la circondavano  è fondata la chiesa dell'antica Abbadia ora semplice parrocchia: quel tempietto ha tre soli altari, ma tutti formati di  terra della Robbia; lavoro mirabile eseguito ai lempi di un Abbate Buonafede, forse a spese dei Tedaldi.


Dizionario topografico dei comuni d'Italia - Attilio Zuccagni Orlandini ed. soc. editrice Firenze 1861

Pagina 100

Badia Tedalda (Toscana) Prefet. d'Arezzo; circond. di Arezzo ; deleg. di San Sepolcro. È posta questa comunità nelle valli transpennine ed ha una superfìcie di miglia toscane 42, 55. ......
L'attuale castello consiste in un gruppo di meschine abitazioni; una di esse che fu residenza dei Tedaldi, conserva un qualche avanzo di grandezza ; una serviva di residenza al Pretore, e quella che le resta in faccia è del Parroco, In piccola eminenza restano gli avanzi dell'antica rocca; sui bastioni che la circondavano è l'antica Abbadia ....... 


Indicatore topografico della Toscana Granducale - AA.VV. ed. Edizione Polverini - Firenze 1856

Pagina 30

BADIA TEDALDA - Comunità del compartimento aretino, compresa nella cancelleria di Sestino..... L'attuale castello consiste in un gruppo di meschine abitazioni ....in piccola eminenza restano gli avanzi dell'antica rocca ......
Popolazione 1845 ab. 2074 - 1855 ab. 2300


Le armi dei municipi Toscani - Luigi Passerini ed. E. Ducci 1864

Pagina 7

BADIA TEDALDA (compartimento Aretino)


Fu questo luogo patrimonio dei conti di Montedoglio, dei Faggiolani, dei Tarlati, e finalmente dei monaci della Badìa Fiorentina ; e restò soggetto alla repubblica fiorentina il 31 dicembre 1489. A che alluda lo stemma in verità non può dirsi, perché nulla presenta che abbia rapporto alle insegne dei dominatori della Badìa : e assai probabilmente è l' arme propria di taluna privata famiglia che il Municipio, trovandola, ha creduto esser la sua.

Altre notizie

L'Alpe della Luna

Maiolo
Origine di un nome

Il conte Manfredi di Montedoglio conobbe Rosalia, figlia del signore e podestà di Colcellalto, e se ne innamorò perdutamente, amore però ostacolato dalla famiglia del giovane.
Nonostante questo però Manfredi si recava spesso a Badia Tedalda per incontrare Rosalia.
Una sera di luna piena Rosalia svelò al giovane innamorato il segreto dell´Alpe della Luna.
"Quando la Luna sembra appoggiata all´Alpe, se uno potesse toccarla tutti i suoi desideri sarebbero esauditi. Inoltre si narra che sull´Alpe siano nascosti immensi tesori, ma che nessuno sia mai riuscito a scovarli.
L´Alpe appartiene infatti alla Luna e lei uccide chiunque osi avvicinarsi per trafugare i suoi tesori".
Il giovane decise di andare sull´Alpe per toccare la Luna e impossessarsi delle sue ricchezze, in modo che poi nessuno avrebbe più potuto opporsi al loro matrimonio. La fanciulla senza esitare lo seguì.
I due innamorati, sellati i cavalli, partirono insieme, ma non ritornarono più.
Da allora si racconta che nelle notti di luna piena sull'Alpe errano due giovani a cavallo con le mani protese in alto nel disperato tentativo di toccare la Luna.

 
Pesca Sportiva - sul torrente il Presale all'interno dell'Alpe della Luna riserva di pesca a mosca soggetta alla regolamentazione "No Kill".
E' anche possibile pescare nel lago di Via Maggio, popolato con trote e altre varietà di pesci. 

Parco della Linea Gotica - Museo all'aria aperta - alla scoperta dei resti delle fortificazioni della Linea Gotica.
Una decina di itinerari di trekking per visionare i resti delle opere difensive che nel 1944 l’esercito tedesco approntò sull’Appennino Centrale per bloccare l’avanzata degli Alleati. 

Maggiori info su http://www.parcostoricolineagotica.it

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