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San Rocco Patrono di Montegridolfo

Torre e castello di Bascio

Pennabilli (Rimini)

Come arrivare
Posizione N 43° 46 ' 13" E 12°12' 38 "

Da Rimini procedendo sulla Marecchiese verso monte, superata da circa 8 Km la frazione Ponte Messa, in località Molino di Bascio deviazione segnalata sulla sinistra.
Percorsi 3 km su stretta e ripida strada in salita si giunge ad un gruppetto di case, cartello turistico "castello di Bascio".

torre di Bascio
torre di Bascio

Alle nostre spalle una ripida e stretta strada acciottolata conduce al piccolo nucleo medioevale di Bascio, sul quale incombe la stretta e slanciata torre dell'antico castello.

Il piccolo abitato, edificato in linea retta lungo la strada, è formato da due file di case in pietra arenaria, in gran restaurate.
Al termine della breve salita sulla destra si nota l'elegante fabbricato dell'eremo delle Beatitudini, che termina con la recentemente restaurata chiesa intitolata a San Lorenzo.

torre di Bascio
torre di Bascio

All'interno dietro all'altare si possono ammirare i resti di un affresco ritrovato nel corso dei restauri, databile attorno al 1500 ed opera di un pittore locale.

torre di Bascio
torre di Bascio

Proseguendo su comoda carrareccia si giunge al culmine della collina sulla quale sovrasta la slanciata Torre di Bascio, tutto ciò che rimane dell'antico e potente castello che dominava tutta la sottostante valle del Marecchia.

Di pianta quadrata con lato che sviluppa alla base 5,30 metri per lato, alta 21 metri e con porta di accesso rialzato.
Il manufatto non è visitabile internamente.

torre di Bascio
torre di Bascio

Il castello era stato posto a presidio dell'antica strada che dall'Adriatico conduceva a Roma, per la sua posizione rivestiva un importante compito di controllo tanto che i pellegrini in viaggio verso Roma erano soliti dire:
"Andremo a Roma se Dio vuole e quelli di Bascio"

Quasi inesistenti i resti del castello, ai piedi della torre si intravedono allineamenti delle antiche murature e un fossato oggi asciutto.
Sempre ai piedi della torre è inoltre possibile ammirare "il giardino pietrificato" nato da un'idea di Tonino Guerra, con opera di Giò Urbinati e allestito da Rita Ronconi.
Si tratta di sette tappeti in ceramica dedicati ad altrettanti personaggi del passato che in questi luoghi sono vissuti o vi hanno transitato.

torre di Bascio

La storia
Del castrum Bascii o Biscii, in origine di pertinenza degli Olivi di Pignano, si ha notizia sin dal 1145, citato fra le terre confermate da Papa Eugenio III al monastero Camaldolese di San Salvatore di Monte Acuto.
Verso la metà del XIII secolo a seguito della divisione interna dei beni operata dalla famiglia dei Carpegna, risulta di proprietà del ramo dei conti di Gattara discendenti di Rainaldo di Carpegna.
Con l'estinzione dei Carpegna di Gattara avvenuta nel 1409 il castello assieme a quelli di Gattara e Miratoio passa a Galeazzo Malatesta signore di Pesaro.
Riacquistato dai conti di Carpegna nel 1420 e successivamente a seguito di una ulteriore divisione dei beni avvenuta nel 1463 risulta in proprietà a Francesco di Carpegna.
Eretto in principato nel 1685 dallìImperatore Leopoldo I, rimase autonomo fino al 1819 anno dell'annessione allo stato Pontificio.
La torre, di proprietà comunale, è stata restaurata nel 1958

Bascio
Bascio
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