Castello di Castelnuovo
comune di MeldolaCome
arrivare
Posizione N 44° 5' 31" E
12° 4' 16.39"
Da
Meldola percorrere la SS67 in direzione Santa Sofia - all'altezza
di San Colombano prendere deviazione
sulla sinistra . Seguire la
strada fino ad una cava di ghiaia. Qui prendere a destra
attraversando un piccolo ponte sul Bidente, e proseguire
per stretta strada sterrata che risale il monte con pendenze
notevoli.
Pochi metri prima di giungere all'agriturismo Vigne, prendere asfaltata sulla
sinistra e seguirla fino ad una curva sinistrosa (sulla destra azienda
agricola e fienili). Qui lasciare il mezzo e proseguire a piedi su carraia sbarrata,
in circa 150 metri giungiamo ai ruderi del borgo di Castelnuovo,
sopra questi, sul poggio, rinveniamo i resti dell'antica fortificazione.
Fortezza edificata a cavaliere fra le valli del Bidente e del Voltre, dalla sommità del colle sul quale svetta la torre è possibile controllare entrambe le vallate con sguardo che spazia fIno al mare.
Ben visibili i vicini castelli di Teodorano, Meldola e Rocca Caminate
La storia
Castello documentato
fin dal 900, che appartenne ai Calboli e
conosciuto con il nome di Castrum novi.
Passò poi in proprietà ai signori
di Castrocaro e nel 1141 alla Chiesa Ravennate, per ritornare
poi dopo alterne vicissitudini ai De Calboli nel 1264.
Riacquistato dalla chiesa di Ravenna nel 1234 passò poi nel
1350 agli Ordelaffi che fortificarono il sito e vi fecero costruire
la torre.
La chiesa riuscì a reimpossessarsi del castello nel 1362 ad
opera del cardinale Egidio Albornoz.
I secoli successivi videro la dominazione dei Malatesta, dei
Manfredi, degli Iseo, di Caterina Sforza e dei Veneziani che
lo detennero fino al 1509.
Tornato alla Santa Sede, venne infine concesso in feudo agli
Iseo, agli Aldrobandini e per ultimi ai Doria Pamphilj.
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
CASTELNOVO, frazione del comune di Teodorano situata sulla cresta tra il Viti e il Voltre, 3 e 1/2 chilometri al sud di Meldola.
Fu castello degli arcivescovi di Ravenna, che nel 1124 lo ebbero in dono da quel conte Alberto e contessa Matilde, di cui si parla all'articolo Ravaldino.
Federigo II nel 1221 costrinse i consoli di Castelnovo a prestare il giuramento di fedeltà all'impero, e forse allora era posseduto dai guelfi Calboli da Forlì, ai quali venne tolto dai ghibellini forlivesi nel 1296.
Nel 1336 Francesco Ordelaffi, signore di Forlì, vi costrusse a dispregio del legato papale, allora in Meldola, quella pittoresca rocca, i di cui avanzi, quantunque molto danneggiati dagli ultimi terremoti, fan così bella mostra di sè per chi si avanza nella vallata del Ronco o Viti. Dopo gli Ordelaffi Castelnovo passò ai conti di Bagno e di Giaggiolo i quali nel 1495 lo dovettero consegnare alle genti di Caterina Sforza, comandate da Achille Tiberti da Cesena.
I Veneziani indispettiti di ciò furono sopra Castelnovo e se ne impadronirono, come poi fecero di Cusercoli. Dai Veneziani ritornò al papa, sotto cui stette fino a questi ultimi tempi.
La parrocchia vicina di Santa Maria di Castelnuovo con 402 abitanti fa parte della diocesi di Bertinoro
