Torre e castello di Ceparano
Località Marzeno (Brisighella)
Come
arrivare
Posizione N 44° 11'
50" E 11°50' 14 "
Da Faenza procedere in direzione Modigliana, dopo circa 8 km troviamo la frazione Marzeno, procediamo per altri 4 km verso monte fino a trovare sulla sinistra la via Ceparano.
Seguiamo questa strada stretta, inizialmente asfaltata poi ben presto ghiaiata, e dopo 3,7 km al termine della salita troviamo sulla sinistra (poco evidente) l'inizio di un sentiero.
(punto di inizio sentiero 44 12'02.9"N, 11 50'07.4"E)
Inzio sentiero Lasciata l'auto seguiamo il sentiero non troppo impegnativo che transitando inizialmente a lato di un campo coltivato e poi all'interno del boschetto che ricopre l'altura in 500 metri circa ci porta ai ruderi del castello.
Il castello di Ceparano si trova sulla sommità di un rilievo che domina la valle del torrente Marzeno, anticamente vi si trovava una pieve successivamente inglobata nel castello.
Sede di una comunità dedita all'estrazione della calarenite organogena, detta spungone, materiale molto richiesto nel campo dell'edilizia.
Fortilizio a lungo conteso fra le famiglie dei conti Guidi e dei Manfredi, più volte distrutto e ricostruito, la pieve che vi si trovava all'interno dedicata a San Giorgio fu definitivamente ricostruita più a valle nel 1167.
Dell'antica rocca restano oggi solo i ruderi della torre ovale, basamenti dei muri di cinta, le fondamenta e una cisterna quasi interamente interrata.
Gli scavi archeologici, iniziati nell'estate del 2018 hanno riportato alla luce le strutture del fortilizio medievale e due aree cimiteriali, oltre a una diffusa area abitativa sull’altura opposta rispetto all’area signorile e lungo le pendici che digradano verso il Marzeno.

Giunti ai piedi della torre notiamo una piccola apertura dalla quale con le dovute attenzioni si può accedere all'interno.
Nell'ambiente circolare in cui ci troviamo possiamo notare una scala che portava al piano superiore, ora crollato, e il foro circolare del forno.
Torniamo ora all'esterno e ci portiamo nel piccolo piazzale antistante la torre, letteralmente scavato sulla roccia spungone caratteristica di questo rilievo.
Da qui si apre alla nostra vista l'immenso panorama sulla valle del Marzeno, e sulla sinistra il monte Castellaccio ben riconoscibile dalle antenne che lo sovrastano.

La storia
Del castello, o più precisamente dell'insediamento di Ceparano le prime documentazioni risalgono al 970 con il toponimo di Santa Maria Castri Ciporiani, attestato in concessione dall'arcivescovo di Ravenna a Domenico del fu console Giovanni.
Il castello fu probabilmente edificato attorno all'anno 1100 quando il conte Guido Guerra IV, appartenente alla famiglia dei Guidi ramo di Modigliana, fortificò il vertice del monte iniziando la militarizzazione del territorio.
In questo secolo Ceparano fu oggetto di aspre contese fra i Guidi e i Faentini che nel 1167 lo assalirono demolendo le case, la pieve e le fortificazioni.
Dopo la ricostruzione, negli anni dal 1200 al 1300 risultò oggetto di contese fra i Guidi e la famiglia di stirpe germanica dei Manfredi, per passare poi dal 1313 sotto il controllo di quest'ultima famiglia.
Conquistato e distrutto dal cardinale Albornoz nel 1356
durante la campagna di restaurazione dell'autorità papale nei territori della Chiesa in Italia durante il periodo di soggiorno dei papi ad Avignone, in previsione del possibile ritorno del papato nella sede di Roma.
Ricostruito da Astorgio I dei Manfredi di Faenza nel 1376-1378 come risulta da una lastra rinvenuta nella cisterna attigua alla torre e ora conservata nella pinacoteca comunale.
Lungamente conteso fra Bologna e Faenza negli anni dal 1400 al 1500 restò quasi sempre soggetto ai Manfredi alleati con il Papa e annoverato fra le podestà faentine.
Il castello seguì chiaramente le vicende storiche di questo secolo per cui passò nel 1500 sotto il controllo del Valentino e nel 1503 dei Veneziani, per tornare nel 1509 definitivamente alla chiesa.
Perse definitivamente di importanza dal punto di vista strategico e militare e venne a poco a poco abbandonato divenendo covo di briganti, tanto che nel 1577 per ordine della Santa Sede ne fu decretata la demolizione.
Restano oggi solo i ruderi della torre ovale, basamenti delle mura di cinta e una cisterna quasi interamente interrata.
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
CEPARANO (Ciaparan), frazione del comune di Brisighella alla sinistra del rio dell'Albonella, 6 chilometri ad oriente di Brisighella.
L'attuale pieve di San Giorgio in Ceparano, diocesi di Faenza, con 255 abitanti, sostituisce l'antica pieve di Santa Maria in Ceparano, ricordata fin dal l'anno 975.
Il castello di Ceparano, il quale assieme al vicino di Pietramora dominava l'ingresso della valle del Marzeno, si trovava in alto 2 chilometri al sud di San Giorgio.
Fondato non si sa da chi, venne nell'anno 1167 fortificato da Guido Guerra signore di Modigliana, quando condusse in isposa la figlia del marchese di Monferrato.
Passò dipoi alla potente famiglia degli Accarisi di Faenza, i quali nel 1258 v'innalzarono quella torre, che si vede ancor oggi mezzo rovinata.
I Faentini lo tolsero agli Accarisi per distruggerlo ma risorse di nuovo nel 1275 per opera del conte Guido Novello di Modigliana.
L'ebbero in seguito i Manfredi di Faenza, che nel 1375 lo ristaurarono.
Ciò non tolse che passasse dipoi agli Ubaldini, ai Pagani ed infine ai Veneziani, che nel 1505, vista la sua importanza, ne decretarono la conservazione, mentre distrussero molti castelli delle vicinanze, divenuti inutili per l'uso delle artiglierie.
Passato poco dopo col territorio faentino in potere della Santa Sede, venne abbandonato e finì collo scomparire quasi del tutto.
Le cave antiche dei monti di Ceparano han dato i materiali per molti dei monumenti di Ravenna.
