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Castello di Cusercoli

comune Civitella

Come arrivare
Posizione N 44° 2' 38 " E 12° 0' 15"

Percorrendo la provinciale di fondovalle del Bidente, la sagoma del castello si presenta ben visibile giunti alla frazione di Cusercoli.
Edificata su uno sperone di roccia calcarea che sbarra la valle obbligando il corso del fiume Bidente a deviare dal corso principale, ha nell'antichità risvegliato la fantasia degli abitanti, facendo ritenere la creazione di questo massiccio sperone all'opera del mitico Ercole, da cui deriverebbe secondo alcune fonti il toponimo "Clusum Erculis" (chiusa di Ercole), e di conseguenza l'odierno Cusercoli.

Cusercoli Castello

Ai piedi del castello, ampiamente rimaneggiato nel 1700, è ancora ben conservato l'antico impianto ubanistico a cui si accedeva da due porte, una delle quali è ancora esistente ( a sud-est).
Ben visibile anche lo stemma della famiglia Guidi, proprietaria del castello fino al XIX secolo, incastonato sulla porta superstite chiamata "La portaccia".

Il borgo è tutt'ora stabilmente abitato e quindi visitabile (chiaramente a piedi), mentre il castello oggetto di opere di risanamento conservativo risulta visitabile solo dall'esterno.
L'imponente chiesa che ben si nota sulla facciata è frutto di una ricostruzione effettuata nella seconda metà del 1700 ed è intitolata a San Bonifacio, sul luogo precedentemente esisteva la piccola chiesa di Sancta Maria de Saxo pesantemente lesionata da un'alluvione avvenuta nel 1750.

La storia
Sul luogo esisteva un impianto di origine tardo romana di cui resta solo un imponente muro a secco.
Le prime notizie dell'impianto medievale risalgono al XII secolo, epoca che vede il castello appartenere agli Arcivescovi di Ravenna, soggetta all'Abbazia di Sant'Ellero e compresa nella contea di Giaggiolo.
E' ad opera dei Malatesta, signori di Giaggiolo, un ampliamento del XIV secolo volto a ricavare accanto al castello un palazzo fortificato destinato a residenza del feudatario e l'aggiunta della seconda cortina di mura.
Nel corso degli anni che vanno dal 1400 al 1571 il maniero passò varie volte di mano, (Malatesta, Manfredi, Guidi di Bagno, Gottifredi di Cesena) fino a giungere alla definitiva assegnazione ai conti Guidi di Bagno che lo detennero quasi ininterrottamente fino al XIX secolo.
E' ad opera di questa potente casata una profonda modifica alla struttura apportata nella seconda metà del 1700 per adeguare il fabbricato alle loro esigenze abitative e con l'aggiunta dei giardini pensili e della imponente chiesa di San Bonifacio di cui si è detto in precedenza.

Nel 1371 ai tempi della relazione del cardinale Anglico così viene descritta:

"E' in fondo ad una valle sopra un sasso, in cui c'è una rocca ed un palazzo fortissimo, sopra il fiume Acquedotto e sopra la strada maestra per la quale si va in Toscana, venendo da Meldola. Il quale castello chiude così questa strada che nessuno vi può passare, contro la volontà degli uomini dello stesso castello. Confina con Valdoppio ed Aquilano. In questo castello vi sono 25 focolari. Lo possiede il Conte Nicola di Giaggiolo"

Così la descrive il Mambrini nel 1932:
"Su questo sperone si eleva dominante il castello non più nella sua costruzione antica, ma pur maestoso e solenne nelle linee settecentesche, sulla roccia grigia e sgretolata, simbolo e ricordo di antica potenza "

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