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Case Fiumari

Comune : Santa Sofia
Tipo : casa isolata
Altezza mt. : 680
Coordinate WGS84: 43 53' 05" N , 11 46' 49" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

due abitazioni parzialmente ristrutturate

Testo di Bruno Roba (20/05/2018)

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km. In quest’ambito, la Valle del Bidente di Campigna riguarda un ramo fluviale occidentale ed intermedio delimitato ad Ovest, dalla dorsale che, staccatasi dal gruppo del Monte Falco, da Poggio Palaio digrada con la Costa Poggio dei Ronchi verso Tre Faggi per risalire subito evidenziando il Crinale di Corniolino ed il Monte della Maestà, termina  a Lago; ad Est, dal contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che, disegnata la sella di Pian del Pero ed evidenziata una sequenza di rilievi ( tra cui i Poggi della Serra e Capannina, l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, Poggio Squilla), termina digradando al ponte sul Fiume Bidente di Corniolo presso Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli. Da Poggio Squilla si distacca un’altra dorsale che, declinando a Nord, precipita verso Corniolo mentre un costone delimitato dall’incisione del Fosso delle Cerrete dopo Poggio Aguzzo punta anch’essa verso Lago.

Gli alti bacini idrografici bidentini mostrano in genere una morfologia nettamente differenziata dovuta alla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo; per il versante a ridosso delle maggiori quote dello spartiacque appenninico conseguono fortissime pendenze modellate dall’erosione con formazione di canaloni fortemente accidentati, i versanti orientali appaiono solitamente frastagliati mentre i versanti prevalentemente esposti a meridione mostrano pendii più dolci a prato-pascolo, spesso su terrazzi orografici, che si alternano a tratti intensamente deformati e brecciati. Il bacino del Bidente di Campigna ha una conformazione vagamente deltoide e profondamente incisa da un reticolo idrografico maggiormente sviluppato in dx idrografica dell’asta fluviale principale, laddove due importanti confluenze sono costituite dai quasi omonimi Fosso del Fiumicino e Fosso Fiumicino di S. Paolo, i cui bacini sono separati da un’imponente dorsale che, distaccatasi da Poggio Capannina con orientamento SE-NO, a breve distanza vede Poggio Ricopri svolgere la funzione di nodo montano per cui assume un perfetto orientamento Nord, caratterizzando la morfologia della valle per il suo profilo sempre più affilato verso il suo termine quando, concluso con il Poggio di Montali (toponimo in uso nel XIX secolo) il trittico dei suoi rilievi, punta verso il Bidente con una ramificazione di costoni e sproni finali che obbligano il fiume a tortuose circonvoluzioni. Mentre solo Poggio Capannina mostra la tipica asimmetria geo-morfologica dei suoi opposti versanti, già il tratto tra i due poggi (che pure ha un orientamento simil-parallelo allo spartiacque tosco-romagnolo), il Poggio di Montali (che fa da fulcro ad una diramazione “stellare” di almeno 5-6 costoni sovrastando il sito di Case Fiumari), e il restante sviluppo della dorsale, possiedono una prevalente omogeneità dell’ambiente marnoso-arenaceo comportante caratteristiche morfologiche e vegetazionali poco differenziate, con limitate aree brecciate e a forte pendenza, per quanto il versante occidentale presenti una maggiore ampiezza rispetto a quello orientale, che però ha quote di fondovalle nettamente superiori.

L’intero sistema dei crinali, nelle varie epoche, ha avuto un ruolo cardine nella frequentazione del territorio. Se in epoca romana i principali assi di penetrazione si spostano sui tracciati di fondovalle, che tuttavia tendono ad impaludarsi e comunque necessitano di opere artificiali, i percorsi di crinale perdono la loro funzione portante, comunque mantengono l’utilizzo da parte delle vie militari romane, attestato da reperti. Tra il VI ed il XV secolo, a seguito della perdita dell’equilibrio territoriale romano ed al conseguente abbandono delle terre, inizialmente si assiste ad un riutilizzo delle aree più elevate e della viabilità di crinale con declassamento di quella di fondovalle. Lo stato di guerra permanente porta, per le Alpes Appenninae l’inizio di quella lunghissima epoca in cui i crinali diventano anche spartiacque geo-politico e, per tutta la zona appenninica, sede di una serie di strutture difensive, anche di tipo militare/religioso o militare/civile, oltre che dei primi nuclei urbani o poderali, degli eremi e degli hospitales, mentre nei fondovalle si moltiplicano i mulini. Oggi, tramite gli antichi itinerari posti sui crinali insediativi, si raggiungono siti di interesse storico-architettonico o di pregio storico-culturale e testimoniale, esistenti, abbandonati o scomparsi (quindi le loro memorie), prevalentemente di carattere religioso o difensivo, ovvero si attraversano piccoli centri posti all’incrocio di percorsi di collegamento trasversale. Gli insediamenti di derivazione poderale sono invece ancora raggiunti da una fitta e mai modificata ramificazione di percorsi, mulattiere, semplici sentieri (anche rimasti localmente in uso fin’oltre metà del XX secolo, come p.es. testimoniano i cippi stradali installati negli anni ’50 all’inizio di molte mulattiere, così classificandole e specificandone l’uso escluso ai veicoli; alcune strade forestali verranno realizzate solo un ventennio dopo). Diversamente dalle aree collaterali, non si riscontrano nelle valli bidentine fabbricati anteriori al Quattrocento che non fossero in origine rocche, castelli o chiese, riutilizzati a scopo abitativo o rustico, o reimpieganti i materiali derivanti da quelli ed evidenzianti i superstiti conci decorati. Nell’architettura rurale persistono inoltre caratteri di derivazione toscana e/o derivanti dall’opera di abili artigiani anche di provenienza settentrionale. L’integrità tipologica dei fabbricati è stata peraltro compromessa dai frequenti terremoti che hanno sconvolto l’area fino al primo ventennio del XX secolo, ma anche dalle demolizioni volontarie o dal dissesto del territorio, così che se è più facile trovare fronti di camini decorati col giglio fiorentino o stemmi nobiliari e stipiti o architravi reimpiegati e riferibili al Cinque-Seicento, difficilmente sussistono edifici rurali anteriori al Seicento, mentre sono relativamente conservati i robusti ruderi delle principali rocche riferibili al Due-Trecento, con murature a sacco saldamente cementate. Gli edifici religiosi, infine, se assoggettati a restauri o totale ricostruzione eseguiti anche fino alla metà e oltre del XX secolo, hanno subito discutibili trasformazioni principalmente riferibili alla tradizione romanica o ad improbabili richiami neogotici.

La viabilità più antica interessante la valle di Campigna, di origine preromana, sul limite occidentale percorreva il crinale di Corniolino con l’antica Stratam magistram, la strada maestra romagnola o Via Romagnola che iniziava a Galeata, l’antica Mevaniola. Sul limite orientale un’altra via militare romana che, proveniente da Arezzo, risaliva lo spartiacque transitando da Bibbiena, Freggina e il Fosso Tellito (poi di Camaldoli), nel giungere sul versante orientale di Poggio Scali piegava a settentrione discendendo lungo la sella di Pian del Pero, sul sopracitato contrafforte secondario che, superato S. Paolo in Alpe, si sviluppa verso Forlì. «Un tracciato romano molto razionale è riconoscibile anche nel bacino dell’Archiano, per Partina, Camaldoli e la valle del Bidente, anche perché documenti dei secoli XI e XIV menzionano una “Via Romana” sul crinale a monte di Camaldoli, che sarebbe alquanto difficile da spiegare nel senso di Via Bizantina, o di via che conduce a Roma.» (A. Fatucchi, 1995, p. 27, cit.). Vi corrisponde un tratto di sentiero (vietato al transito per la parte interna alla Riserva di Sasso Fratino) in seguito noto come Via del Giogo di Scali, dalla cui ripidezza, quasi una scalata, è derivato il toponimo del rilievo (dal latino scala, -ae = scala), infatti nel 1791 si ritrova denominato Poggio della scala e, nella Carta Generale della Toscana della Litografia Militare Granducale del 1858, Poggio delle Ripebianche. Riguardo il percorso antico di fondovalle da Corniolo a Campigna, l’inizio è facilmente individuabile presso Lago (almeno nello sviluppo posteriore alla fine del XVII sec., infatti la morfologia del luogo non è antichissima ma è dovuta ad una frana che nel 1681 creò un’ostruzione che effettivamente generò un lago -che sommerse il Mulino Vecchio risalente al XV secolo- poi colmato da sedimentazioni modellate dallo scorrimento delle acque), grazie ai resti del Ponte di Fiordilino struttura dalla poetica denominazione sul Bidente delle Celle adiacente al ponte moderno, dopo il quale si inerpicava subito sull’erta rocciosa senza deviazioni in allineamento al ponte stesso, come documentato dal Catasto Toscano del 1826-34, quindi deviava fino a rasentare il Bidente di Campigna per poi risalire verso l’abitato di Corniolino, raggiungendolo presso la Chiesa/Hospitale di S. Maria delle Farnie. Da qui una deviazione discendeva nuovamente verso il Bidente prima toccando Casina Corniolino quindi attraversando il fiume con il Ponte dei ladroni, in muratura di pietrame ad arco a sesto ribassato, risalente al 1906 e sostituente quello precedente in legno (documentato fino dal ‘600 e cosiddetto a causa di un bandito noto come il ladrone che imperversava nella zona). Dopo un brevissimo tratto ancora integro e percorribile fino al Ponte Ilario (1969), procedeva su un tracciato prossimo al fiume, riutilizzato dall’odierna strada forestale (risalente agli anni 1966-67), fino ai pressi della confluenza del Fosso Fiumicino di S. Paolo, che veniva attraversato da ponte ligneo in buona corrispondenza con il moderno Ponte Cesare, oltre il quale si inerpicava verso Casa Moscoso, ma rasentandola dal lato Est (praticamente dietro l’annesso posto accanto al suo attuale accesso stradale) e poco dopo, attraversato il sito oggi occupato della rotabile, calava di livello dirigendosi verso lo snodo di Case Fiumari e l’omonimo Mulino di Fiumari, nelle cui vicinanze vennero trasferite le funzioni parrocchiali con l’abbandono dell’insediamento eremitico-ecclesiastico agostiniano di S. Paolo in Alpe:«All’inizio del ‘700, l’oratorio, ormai fatiscente e già abbandonato dai religiosi, venne sconsacrato. I suoi beni andarono alla nuova chiesa, dedicata a S. Agostino […]. Nel 1716 il nuovo edificio sacro, sorto nel fondovalle presso il Bidente di Campigna, sulla strada tra Casa Fiume e Case Fiumari, ebbe il titolo di parrocchia.» (F. Pasetto, 2008, p. 215, cit.). Ma l’utilizzo del complesso religioso è documentato fotograficamente fino alle distruzioni belliche del 1944, e ancora prima dal Catasto Toscano del 1826-34, quando probabilmente svolgeva anche funzioni scolastiche. Una chiesa con intenzioni sostitutive verrà ricostruita a Fiumari nel 1988. «Distrutta dai terremoti del 1918-19, la chiesa di S. Agostino fu ricostruita, ma già nel 1980 era crollata e mostrava i segni di un edificio assai grazioso, col suo campanile a vela, costruito in forma di trittico, sul lato sinistro di fondo. Otto anni dopo, la chiesa di S. Agostino fu costruita ex novo alla base del monte, in località Fiumari.» (E. Agnoletti, 1996, p. 251, cit.). I primi riscontri cartografici di insediamenti nel sito si avranno però solo con la tavoletta I.G.M. di primo impianto in scala 1:25.000 (1937), riportante solamente il fabbricato della Casa di Sant’Agostino, antistante la chiesa. Ritrovata una corrispondenza di tracciato tra questi due ultimi insediamenti fino al moderno Ponte Giovannone, presso la Chiesa di S. Agostino, superato un breve e ripido tratto ricoperto da soletta in calcestruzzo, cessa ogni infrastruttura “moderna” e si riscopre l’antica mulattiera mentre prosegue verso Campigna. Presso i due edifici di Case Fiumari si innestava la via che, scavalcata la sella del crinale ed attraversato il Fosso Fiumicino di S. Paolo, si inerpicava fino all’alpeggio di S. Paolo, toccando Campodonatino e Campodonato, mentre Casa Perinaia e Pian del Coltellino/Fosso del Nespolo, facenti parte del Popolo di S. Paolo, all’inizio del XIX secolo risultano collegati solo con l’insediamento religioso di appartenenza tramite una ripida mulattiera ed occorre attendere la fine nel secolo per vedere collegati i due insediamenti con il fondovalle tramite un sentiero la cui traccia verrà sostanzialmente confermata dall’odierna rotabile. Un tracciato secondario di crinale percorreva la dorsale Poggio di Montali-Poggio Ricopri-Poggio Capannina, con carattere spiccatamente insediativo grazie alla presenza di Moscoso e Fiumari (di sopra), come detto posti sulla sottile cresta terminale, Ronco del Cianco e Val di Covile, posti sui suoi due opposti versanti con più ampi poderi, mentre una diramazione digradava lungo il versante occidentale di Poggio Capannina verso il Fosso di Ricopri trovando prima un ridottissimo ricovero ancora efficiente poi i resti di due piccoli edifici. Il primo che si incontra è una capannina a mezzacosta, in sintonia toponomastica con il poggio, che nel recente passato veniva descritta con il toponimo Casetta, forse un ricovero per boscaioli. Il secondo edificio è posto sul bordo dell’alveo del Fosso di Ricopri, che poco dopo confluisce con il Fosso delle Cullacce dando origine al Fosso del Fiumicino, probabilmente in origine destinato a ospitare attrezzature di una sega ad acqua (Sega di Mezzo), peraltro strutture già documentate nel sito di Ricopri o Ricuopri, fino al XIX secolo rinomato per la presenza di numerosi abeti e faggi di pregio, per cui si rendeva necessaria la lavorazione sul luogo.

Pressoché inalterati anche nelle caratteristiche architettoniche e di finitura dei fabbricati, con grande contributo alla conservazione del paesaggio, ed almeno in parte ancora gestiti con le finalità di deputazione, i due poderi di Case Fiumari, per chiarezza da distinguere in –di Sotto e –di Sopra, si trovano sulle basse pendici di due adiacenti costoni che si diramano a settentrione dal Poggio di Montali e che, come accennato puntano sul Bidente obbligandolo a tortuose circonvoluzioni. In particolare, la più ampia area prato-pascoliva di Fiumari di Sotto digrada fino al Bidente di Campigna mentre quella di Fiumari di Sopra scavalca la stretta cresta che guarda sul Fiumicino di S. Paolo, occupando aree boscate fino al Fosso di Ristèfani, ma non è detto che, almeno in origine, i due fabbricati non appartenessero allo stesso podere. Sicuramente il fabbricato inferiore godeva di un maggiore rilievo già con la riserva esclusiva catastale della scrittura Fiumari ed anche per la posizione strategica sullo snodo della via diretta a S. Paolo in Alpe, mentre quello superiore all’inizio del XIX secolo vi si agganciava con una breve bretella ancora del tutto anonimo. Solo con il secolo XX inoltrato la citata cartografia I.G.M. di impianto (1937) registrerà il sentiero di cresta direttamente collegante Fiumari di Sopra con il fondovalle tramite Casa Moscoso, inizialmente raggiungendo anche Casa Perinaia e Pian del Coltellino, in attesa della nuova rotabile che favorirà le prime e condannerà le ultime due alla scomparsa.

Per approfondimenti si rimanda alle schede toponomastiche Sega di Sopra e Valle del Bidente delle Celle e/o relative a monti e insediamenti citati.

RIFERIMENTI

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

E. Agnoletti, Viaggio per le valli bidentine, Tipografia Poggiali, Rufina 1996;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

A. Fatucchi, La viabilità storica, in: AA. VV., Il Casentino, Octavo Franco Cantini Editore – Comunità Montana del Casentino, Firenze – Ponte a Poppi 1995;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

F. Pasetto, Itinerari Casentinesi in altura, Arti Grafiche Cianferoni, Stia 2008;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Comune di Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

sulla sterrata (sentiero 249 CAI) che poco dopo la frazione Lago di Corniolo conduce a San Paolo in Alpe

Testo di Bruno Roba

Si percorre la rotabile S.Vic.le Corniolino-S.Paolo in Alpe (bivio al km 35+250 circa della S.P. 4R del Bidente –ex S.S. 310- tra la frazione Lago e il tornante delle Balzette, con segnalazione -poco visibile- per S. Agostino nonché Sent. 249 CAI. Dopo oltre 2 km si giunge a Case Fiumari, nuovo bivio a dx con segnalazione S. Agostino (e Sent. 249, che prosegue verso Campigna transitando da Villaneta).

foto/descrizione :

foto del 2009


foto che seguono del 2012 inviate da www.gianlucacarboni.it e qui riprodotte su segnalazione dell'autore


Le seguenti foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell’autore.

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001 a – 001b - Dal Sentiero degli Alpini (SA 301 CAI), sul contrafforte principale dai pressi del M. dell’Avòrgnolo, anche le giornate più nuvolose consentono di avere una vista dall’alto dei rilievi che delimitano l’ultimo tratto del Bidente di Campigna; oltre il Crinale del Corniolino si nota bene anche la parte del fondovalle dove l’arcuata dorsale distaccatasi da Poggio Capannina separa il Fosso Fiumicino di S. Paolo mentre converge sul Bidente, segnata dalla rotabile che risale verso S. Paolo in Alpe, particolarmente evidente in assenza di interventi di mitigazione paesaggistica nel tratto presso Case Fiumari (23/11/16).

 

001c - 001d – Risalendo sul Crinale del Corniolino e percorrendo il sentiero 259 (il Castellaccio conferma ancora la strategicità della sua collocazione) si può notare la penetrazione nella valle della dorsale Poggio Capannina-Poggio Ricopri-Fiumari e il condizionamento morfologico alla confluenza del Fosso Fiumicino di S. Paolo nel Bidente; Moscoso, anche qui non visibile, si trova alla sua estremità (30/11/16).

 

001e/001i - Spostandosi sulla S.P. 4 si hanno viste ottimali dell’ultimo tratto della dorsale che proviene da Poggio Capannina che consentono di coglierne vari aspetti morfologici; oltre all’assenza di interventi di mitigazione determinanti il forte impatto paesaggistico della rotabile, che ha separato il sito del fabbricato di Moscoso dal suo poderino in gran parte ricoperto da un’abetina, sulla sx si nota l’incisione del Fosso del Fiumicino di S. Paolo all’altezza del Ponte Cesare e, in ultimo, il tratto dell’antica mulattiera che raggiungeva il fabbricato sul bordo sx della cresta, interrotto dalla nuova scarpata stradale, di cui si può comprendere la difficoltà del tracciato che si accompagnava ad un insignificante impatto paesaggistico (12/03/12 - 30/11/16).

 

001l/001q – Prima da una cresta lungo la S.P. 4 del Bidente poi da Tre Faggi, all’inizio del Crinale del Corniolino, viste panoramiche sullo sviluppo dell’intera dorsale tra Poggio Capannina e Fiumari dove si scorge appena sulla sx il fabbricato superiore di Fiumari (11/02/16 - 30/11/16).

 

001r/001z – Un altro scorcio dalla S.P. 4 consente di cogliere ulteriori aspetti della dorsale, in particolare sul rapporto tra i coltivi e prati-pascoli di Case Fiumari e gli scoscendimenti boscati circostanti; si nota inoltre la traccia dell’antica mulattiera che raggiungeva il fabbricato inferiore sul bordo scosceso del Bidente  (21/04/18).

 

001za/001zn - Dal crinale che delimita in dx il bacino idrografico del Fosso di Ristèfani, vista in asse sulla Valle del Bidente di Campigna mentre risale verso lo spartiacque appenninico. Anche da qui si apprezzano le caratteristiche dei poderi di Case Fiumari che, ben ritagliati tra affilate creste e impraticabili scoscendimenti, ancora resistono all’avanzamento del bosco né sono stati oggetto dei reimpianti restaurativi di conifere, evidenti nei dintorni (25/04/18).

001zo – 001zp – 001zq - Schemi di mappa da cartografia storica (1937), da cui si può notare il tracciato dell’antica Via del Giogo di Scali come gli altri ancora utilizzato fino alla realizzazione dell’odierna rotabile, e da cartografia moderna, con evidenziati gli assetti insediativi, idrografici ed infrastrutturali e l’area della dorsale Poggio Capannina-Poggio Ricopri-Poggio di Montale. In ultimo schema da mappa particolareggiata di inizio XIX secolo (1826-34) da cui si nota lo snodo viario presso Fiumari di Sotto tra la strada di fondovalle e quella diretta verso S. Paolo in Alpe, alla quale Fiumari di Sopra si collegava con una breve “bretella”. La toponomastica riprende quella originale.

 

002a/002d – Viste dalla via che sale a S. Paolo in Alpe, prima sulla cresta dove si insedia Fiumari di Sopra sovrastata dal Monte della Maestà, poi sul podere di Fiumari di Sotto affiancato dagli affioramenti rocciosi del versante opposto del Bidente (26/03/12 – 24/01/18).

 

002e – L’ultimo costone della dorsale distaccatasi da Poggio Capannina punta sul Bidente presso la confluenza del Fiumicino di S. Paolo (6/04/16).

 

002f – 002g – Lo stretto tratto di cresta della dorsale oggi spianato dalla rotabile ma un tempo scavalcato dalla via diretta a S. Paolo in Alpe, di cui si vede la traccia oggi percorsa dal sentiero 255, su cui punta il segnavia (12/03/12 - 6/04/16).

 

002h/002m – La via diretta a S. Paolo in Alpe attraversa il Fosso del Fiumicino di S. Paolo, sotto Fiumari di Sopra, sullo stesso luogo della pedanca segnalata dalla mappa I.G.M. del 1937 ma tramite un ponte con moderna soletta cementizia, mentre le spalle in pietra paiono quelle antiche (18/11/15).

 

002n - 002o – Due viste incrociate e ravvicinate su Fiumari da opposti versanti: la prima eseguita dal sentiero di cresta che, nella seconda, dalla S.P. 4, si vede inciso nella roccia (18/11/15 - 30/11/16).

 

003a/003f – Dal basso e dall’alto Fiumari di Sopra spicca sul filo di cresta (18/11/15 – 24/01/18).

 

003g – 003h – 003i – Viste ravvicinate di Fiumari di Sopra e della parte del suo podere a prato-pascolo posto a cavallo della cresta: il tutto appare fermato nel tempo, esempio museografico dell’agricoltura rurale e della cultura contadina di notevole valore paesaggistico (18/11/15).

 

003l – 003m – 003n – Altre viste di Fiumari di Sopra dalla rotabile, unico elemento moderno sullo stretto tratto di cresta, e dalla strada per S. Agostino, dove la continuità colturale e paesaggistica non lascia comprendere i confini poderali (12/03/12 - 6/04/16).

 

003o003p – 003q – Dalle prime pendici di Poggio di Montali, scorcio di Fiumari di Sopra (20/05/18 - 2/06/18).

004a/004e – Viste panoramiche e ravvicinate di Fiumari di Sotto, quasi affiancato dalla parete rocciosa del versante fluviale opposto; tra i due tratti di recinzione prossimi al fabbricato probabilmente era tracciata la via che si diramava verso S. Paolo in Alpe (12/03/12 - 18/11/15 - 6/04/16).

 

004f – 004g – Il prato-pascolo di Fiumari di Sotto (6/04/16).

004h/004r – Anche a Fiumari di sotto tutto appare fermo nel passato, mentre sono scarsissime ed aleatorie le tracce di modernità a parte il tracciato viario spostato a monte anziché a valle della casa, o sul lato Nord, qui utilizzato come accesso privato (6/04/16).

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