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Polenta

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Comune : Bertinoro
Tipo : frazione
Altezza mt. : 268
Coordinate WGS84: 44 07' 03" N , 12 07' 58" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Vi si trova l'antica Pieve di san Donato
Ricordata da Giosuè Carducci nel canto 'la Chiesa di Polenta', e probabilmente visitata da Dante Alighieri. (forse qui Dante inginocchiossi?)

La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
POLENTA (Pulenta), frazione, già appodiato, del comune di Bertinoro con 1902 abitanti, dei quali 219 concentrati specialmente nella borgata situata un po' più in basso dell'antico castello, il quale si trovava in cima a un pittoresco colle, alto circa 300 metri e alla distanza di circa 4 chilometri al sud di Bertinoro.
Il castello di Polenta non si sa quando nè da chi venisse costruito.
Certamente posteriore alla vicina chiesa parrocchiale, si fa una prima men zione di esso nel 1043, quando apparteneva alla chiesa arcivescovile di Ravenna, da cui passò in seguito al monastero di San Giovanni Evangelista, pure di Ravenna.
Con tutta probabilità esso diede il nome alla celebre famiglia dei Po lentani, che lo possedette in seguito per lungo tempo.
Ma di dove venne questa famiglia e quando e come non lo si sa.
I partidari dell'origine tedesca della maggior parte delle famiglie dei nostri signorotti vanno a cercare che Polenz è un affluente dell' Elba in Sassonia, e che in Italia vi sono varii luoghi chiamati latinamente Pollentia, che possono essere d'origine tedesca, come il nostro Polenta. Intanto il primo dei Polentani, di cui i nostri cronisti e storici fanno menzione, si è un certo Geremia, a quanto sembra ravennate, che nel 1169 venne fatto prigioniero dai Faentini in guerra coi Ravennati e Forlivesi.
Dopo di questi appare nel 1192 un certo Guido da Polenta in causa di un tal cànone, che esso doveva pagare alla Santa Sede per certi feudi, fra quali però non compare quello di Polenta.
Questo Guido fu presente ad un atto di restituzione, fatta dai Bulgari e Mainardi all'arcivescovo di Ravenna, di certi beni che Cavalcaconte (conte di Bertinoro) possedeva in Bertinoro e dintorni, atto avuto luogo il 12 giugno 1202 in Ravenna, quando Pietro Traversari era podestà di Ravenna.
Da ciò si potrebbe dedurne che, per la vicinanza di Polenta a Bertinoro e pel nome stesso di Guido da Polenta, questa famiglia fosse già feudataria del luogo.
Lo stesso Guido in un testamento del 1216 nomina eredi, fra i suoi numerosi figli, particolarmente Geremia, Lamberto ed Alberigo, dai quali poi sortirono i differenti rami dei Polentani, che furono sempre in guerra fra loro e che dominarono in seguito a Ravenna per quasi un secolo e mezzo.
Fra le molte genealogie dei Polentani date dai varii autori ho scelta quella del ravennate Corrado Ricci perchè la più moderna e la meglio studiata e corredata di documenti.
I due rami più importanti di questa famiglia da Polenta furono quelli di Alberigo e di Lamberto, figli del primo Guido, e sembra che possedessero in comune, almeno in principio, il Castello di Polenta e dintorni, ma presto nacque aspra guerra fra di essi, per cui il dominio di Polenta passò da un ramo all'altro.
Un documento riportato dal Fabri dice che Guido Riccio nel 1266 venne investito del Castello di Polenta dall' abate di San Giovanni Evangelista, e forse quivi venne fatto prigione ed assassinato nel 1293 dai proprii figli, fautori dei Traversari.
Infatti i Traversari scacciati da Ravenna nel 1275 per opera di Guido il Vecchio, il fondatore della potenza dei Polentani in Ravenna, si riversarono nel 1278 sul castello di Polenta e lo distrussero.
Ricostrutto poco dopo e fortificato dagli stessi Polentani, si trova che nel 1280 Chiara da Polenta, institutrice del convento di Santa Chiara in Ravenna, lascia ai suoi cugini i diritti, che essa aveva sul castello di Polenta, diritti poi riconfermati coll'investitura regolare del detto castello fatta da Adorno, abate del convento di San Giovanni Evangelista, nel 1290.
Dal che si può dedurne che in allora il feudo di Polenta fosse comune alle due famiglie dei Polentani, quantunque si trovino più spesso colassù i Polentani del ramo di Alberigo. La potenza però sempre crescente del ramo di Lamberto rinfocolava le discordie di famiglia, effetto delle quali si fu che nel 1296 il castello di Polenta venne assediato e preso dai Cesenati, alleati dei Forlivesi e Faentini contro Ravenna, dominata dai Polentani di Lamberto.
I figli di Guido Riccio sbalestrati di qua e di là si rifugiarono alfine in Polenta finchè essi scomparvero dalla storia: infatti Guido Novello podestà di Ravenna s'impossessò a tradimento di Polenta nel 1321, e condusse prigioniero a Ravenna l'unico superstite Alberigo, che morì poi, forse assassinato, nel 1324.
Quindi la leggenda, che Francesca da Rimini nascesse in Polenta e che quivi conoscesse Dante, trova contro di sè molte date storiche, e specialmente il fatto che i Polentani di Guido Riccio, anche con le paci apparenti, sempre nemici dei Polentani di Guido il Vecchio, furono nei tempi di Francesca e di Dante i possessori effettivi del Castello di Polenta, mentre i parenti avevano troppo che fare a Ravenna per assicurarsi nel dominio di quella città.
Poi Francesca morì tragicamente nel 1284 od 85, mentre Guido Novello accolse Dante in Ravenna verso il 1317, e per questo fatto, piuttosto che per le sue poesie gentili od altre gesta, acquistò maggior fama fra i tanti della sua famiglia, che dominò in Ravenna fino al 1442, quando il crudele Ostasio venne scacciato dai Veneziani.
Tornando ora al Castello di Polenta, troviamo che nel 1371 Castrum, 'seu Roccha Polentae con varie altre ville conteneva 41 focolari ed era posseduta dal conte Guido da Polenta signore di Ravenna.
Nel 1383 venne tolto definitivamente ai Polentani insieme a Collinello da Galeotto Malatesta, signore di Cesena; poi nel 1387 occupato da Giovanni Ordelaffi, che poco dopo dovette rilasciarlo.
Ritornato al Monastero di San Giovanni Evangelista di Ravenna, fu concesso in feudo nel 1491 a Pandolfo Malatesta.
Caduto questi per opera del duca Valentino, i monaci di San Giovanni Evangelista non lo reclamarono più.
Quindi dopo la disgrazia del Valentino la signoria di Polenta passò al Papa, che nel 1519 lo concesse in feudo assieme a Meldola e Sarsina ad Alberto Pio dei Conti di Carpi.
Dai Pio nel 1597 passò agli Aldobrandini di Roma, i quali nel 1820 venderono la rocca, già abbandonata da tanto tempo, ad una famiglia del paese, che finì col compiere l'opera distruggitrice del tempo, servendosi dei materiali dell'antico castello per edificare alcune catapecchie del borgo e per far gesso.
Ora di esso non restano più che poche fondazioni, un bastione circolare, che forma angolo e sostegno di una casa colonica, ed un pezzo di muro a guisa di torre, in cui si è incastrata una campana del 1500, arrivata colassù, non si sa come.
L'importante chiesa arcipretale di Polenta della diocesi di Bertinoro е dedicata a San Donato vien menzionata fin dall'anno 976, ma probabilmente si è del secolo vIII per le rozze scolture de' suoi curiosi capitelli : Essa si trova sopra di un secondo colle, un chilometro al nord del Castello, ed ha forma basilicale con tre navi e tre absidi semicircolari e cripta.
Ristorata malamente nel 1705, si trovava in questi ultimi tempi così male ridotta che si pensava d'abbandonarla perire ad officiare in un oratorio situato poco distante.
Visitata da persone studiose ed amanti del bello antico, fortunatamente si rimediò ad un'irreparabile rovina, facendola dichiarare monumento nazionale.
Si è per questo che nel 1891 si potè nuovamente ristaurarla e ridurla abbastanza giudiziosamente alla forma primitiva.  

Percorso/distanze :

Da Bertinoro proseguire seguendo le indicazioni Cesena - Polenta. Dopo un breve tratto in piano con vista panoramica sulla pianura sottostante, deviazione a destra ben segnalata.

foto/descrizione :