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Mulino Milanesi a Pietrapazza

Tipo : rudere
Altezza mt. : 580
Coordinate WGS84: 43 50' 23" N , 11 53' 48" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (04/2017 – Agg. 9/05/2022) - La valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente delimitato: ad Ovest, da un primo tratto del contrafforte secondario che, distaccatosi da Poggio allo Spillo, va a concludersi con il Raggio della Rondinaia; ad Est da un primo tratto del contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine diretto verso Cesena. La sua testata si sviluppa tra il Passo della Crocina e la vetta minore di Cima del Termine, estendendosi, ad Ovest, al tratto del contrafforte secondario compreso tra Poggio allo Spillo e Poggio della Bertesca, ad Est, al tratto del contrafforte principale, le Rivolte, adiacente a Cima del Termine. Tra le dorsali che si diramano dagli opposti contrafforti, completando la morfologia del sistema vallivo, alcune convergono decisamente su Pietrapazza. Il Crinale o Raggio del Finocchio prima converge verso l’Eremo Nuovo quindi segue il Bidente terminando a SO di Pietrapazza, sempre più ristretto e affilato per la confluenza del Rio D’Olmo. La dorsale dal Monte Càrpano presto si biforca a racchiudere la valle del Fosso delle Graticce, e, mentre il suo ramo di libeccio, nel convergere sul Bidente a Sud di Pietrapazza, divide questa valle da quella del Rio D’Olmo, il ramo di grecale (detto Crinale delle Graticce), pure converge più a Nord sul fiume, prima della confluenza del Fosso del Lastricheto. La dorsale che si stacca dietro Siepe dell’Orso, già detta, la parte alta, Raggio di Valprandola e Raggio da Rignuno o Rignuni o Raggio del Valone il tratto inferiore, si conclude subito ad Ovest di Pietrapazza, dopo la confluenza del Fosso Fondo Rignone nel Bidente.

Per approfondimenti ambientali e storici v. schede Valle del Bidente di Pietrapazza Bidente di Pietrapazza.

Riguardo l'accessibilità dell'area, tra il XIX secolo e la prima metà del XX si assiste alla completa ri-organizzazione della viabilità locale e di crinale, che culminerà con la classificazione delle Mulattiere colleganti anche trasversalmente le vallate collaterali, come p.es. testimoniano i cippi stradali installati negli anni ’50 all’inizio di molte di esse, così classificandole e specificandone l’uso escluso ai veicoli (alcune strade forestali verranno realizzate solo al termine del ventennio successivo). Il vecchio tracciato di fondovalle della Mulattiera de Bidente iniziava al Ponte di Cà Morelli, sul ramo fluviale di Strabatenza, in collegamento con il tracciato della Traversa di Romagna per Bagno, e correva vicino al fiume, attraversandolo spesso tramite numerosi ponti alla ricerca della situazione orografica più favorevole. A Pian del Ponte – la Bottega, c.d. «[…] per l’appalto di generi vari e di monopolio che v’era.» (G. Marcuccini, Le valli alte del Bidente: un cammino nella memoria, in: G.L. Corradi, a cura di, 1992, p. 120, cit.), dove si trova un sistema di ponti antichi e moderni (Ponte del Faggio) e due cippi segnalano l’incrocio con la Mulattiera di Ridràcoli, iniziava il tratto intermedio Ponte Bottega-Pietrapazza della mulattiera di fondovalle e una colonnina indicava la deviazione relativa al tratto Rio Salso-S. Piero in Bagno. Sulle pietre cantonali delle case era incisa la distanza in km intercorrente in direzione Pietrapazza (p.es.: a Cetoraia km 0,610 fino a Campo di Sopra e qui km 1,200 fino a Cà Micheloni). Il Ponte Bottega o di Strabatenza, in pietrame ad arco a tutto sesto, posto all’inizio della Mulattiera di Casanova (insieme alla Casina del Ponte, che ne osserva il transito, costituisce un interessante scorcio paesaggistico) si può considerare il primo sul Bidente di Pietrapazza. Il Ponte al Mulino alle Cortine, in ferro ad una campata su pile in pietrame e tavolato ligneo, collegava  le due mulattiere citate all’altezza di Cetoraia. Sotto Cà di Pasquino, un malandato Ponte al Mulino delle Graticce (il terzo dei mulini dell’antico Comune di Poggio alla Lastra, dopo quello di Pontevecchio e delle Cortine), in legno ad una campata su spalle in pietrame, eseguito secondo una tecnica costruttiva che doveva essere molto comune nell’area del Bidente (tra l’altro si trova codificata in una relazione di quell’epoca del comune di Bagno di Romagna), costituita da tre tronchi poggianti su pile laterali in pietrame a secco, tavolato protetto da un manto di pietrisco e parapetto in legno, attraversa ancora il fiume percorso dalla mulattiera per Cà dei Maestri/M. Roncacci ma è ormai intransitabile. Sul Fosso di Cà dei Maestri in prossimità della confluenza nel Bidente i resti di un ponticello mostrano ancora la modesta tecnica costruttiva delle passerelle costituite da una o due travi accostate senza parapetto su spalle in pietra.

Incidendo pesantemente sull’orografia dei luoghi, alla Mulattiera del Bidente (brevi tratti si riescono ad individuare in prossimità degli insediamenti) negli anni 1965-70 si è sovrapposta quasi ovunque l’odierna strada forestale che raggiunge comodamente una Pietrapazza ormai disabitata. Qui si trova (restaurato) il piccolo Ponte delle Graticce o della Cantinaccia, alla confluenza dell’omonimo fosso nel Rio d’Olmo e prima che questo si immetta nel Bidente. Risalente al 1898 ed eseguito in pietrame presenta tipologia ad arco circolare leggermente ribassato con pavimentazione in pietra arenaria posta di taglio, prima della sua costruzione la mulattiera guadava il fosso poco più a monte inizialmente aggirando il versante sx. Il ponte costituiva snodo di collegamento con la Mulattiera Bagno-Pietrapazza-Ridracoli. Nelle varie epoche (fino alla demanializzazione delle foreste) nel centro economico-religioso di Casanova dell’Alpe si incrociavano gli itinerari di collegamento con le vallate laterali, frequentati dagli operatori del settore del legname, lavoratori e commercianti. Tra essi la Mulattiera di Pietrapazza, qui incentrata collegava Ridràcoli con Bagno di Romagna tramite la Valle del Rio d’Olmo e il Passo di Monte Càrpano, da un lato, e la Valle del Fosso Fondo Rignone e la sella Siepe dellOrso-Paretaio, dall’altro. Questo tratto, nel Catasto Toscano detto Strada che da Siepe dell’orso va a Pietrapazza, attraversa il Bidente sul Ponte al cimitero di Pietrapazza (restaurato), documentato ponte sul fiume Bidente al fosso dell’Eremo Nuovo quindi Ponte dell’Eremo Nuovo, in muratura di pietrame ad un’arcata circolare a tutto sesto pavimentato con pietra arenaria posta di taglio costruito,  nel 1895 dai Milanesi, rinomati scalpellini di Cà di Pasquino di una localmente nota stirpe familiare di origine comacina, in luogo di una struttura in legno ormai pericolante e già a fine ‘700 ridotta a «[…] una trave d’abeto coi mantingoli […]» (S. Fabiani, G. Marcuccini, W. Rossi Vannini, 1987, p. 105, cit.).

Poco oltre il ponte, in sx idrografica del Bidente, si trova il Mulino di Pietrapazza. Il fabbricato, a differenza del cimitero e del ponte, è presente nel Catasto Toscano (1826-34), dove è rappresentato sia il berignale o gora di alimentazione del bottaccio, che prelevava l’acqua dal Bidente prima della confluenza del Fosso di Ridolmo, sia l’ampia area di stramazzo o scarico idrico antistante il doppio androne che ospitava i due ritrecini, ruote idrauliche, di cui era dotato. Proprietà ex A.R.F., che però registra i dati catastali di un fabbricato non dimensionato, evidentemente ormai ridotto a rudere, è noto anche come Molino Milanesi dal proprietario, Maurizio, che nel 1920 risulta assoggettato al pagamento di tasse dovute da una legge del 1877; nel 1914 risulta ancora abitato. Abbandonato prima della 2^ guerra mondiale, mostra ancora consistenti ruderi invasi dalla vegetazione che non impediscono di vedere i due androni, ormai parzialmente interrati, mentre sono scomparse o irriconoscibili le altre strutture. Una foto storica degli Anni ’70-’80 ripresa dai rilievi verso le Graticce mostra il ponte ed il mulino già in stato di forte fatiscenza e privo della copertura, immerso in un ambiente scarsamente boscato e ormai degradato segnato dai tornanti della Mulattiera di Pietrapazza che si inerpica tra le stratificazioni rocciose.

N.B.:- L’Appennino romagnolo era caratterizzato fino a metà del XX secolo (superata in qualche caso per un paio di decenni) da una capillare e diffusa presenza di mulini ad acqua, secondo un sistema socio-economico legato ai mulini e, da secoli, radicato nel territorio del Capitanato della Val di Bagno. Intorno al Cinquecento ognuno dei 12 comuni del Capitanato disponeva di almeno un mulino comunitativo la cui conduzione veniva annualmente sottoposta a gara pubblica a favore del migliore offerente. Nell’alta valle del Bidente di Pietrapazza il Comune di Poggio alla Lastra possedeva tre mulini, il Mulino di Pontevecchio, il Mulino delle Cortine e il Mulino delle Graticce; a quell’epoca nell’area si registrano assegnazioni per 230 bolognini. La manutenzione poteva essere a carico del comune o del mugnaio. Alla fine del Settecento l’attività riformatrice leopoldina eliminò il regime di monopolio comunitativo introducendo la possibilità per i privati di costruire altri mulini in concorrenza produttiva, cui seguì un progressivo disinteresse comunale con riduzione dell’affitto annuale dei mulini pubblici fino alla loro privatizzazione. Nell’Ottocento, con la diffusione dell’agricoltura fino alle più profonde aree di montagna, vi fu ovunque una notevole proliferazione di opifici tanto che, ai primi decenni del Novecento, si potevano contare undici mulini dislocati lungo il Bidente di Pietrapazza e i suoi affluenti. Dagli anni ’30, la crisi del sistema socio-economico agro-forestale ebbe come conseguenza l’esodo dai poderi e il progressivo abbandono dell’attività molitoria e delle relative costruzioni.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

AA.VV., Il popolo di Pietrapazza, C.C.I.A.A. di Forlì, Cooperativa culturale Re Medello, Forlì 1989;

C. Bignami, A. Boattini, La Gente di Pietrapazza, Monti editore, Cesena 2018;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

S. Fabiani, G. Marcuccini, W. Rossi Vannini, I sentieri dei passi perduti. Territorio e mulattiere tra alta Val Savio e alta Val Bidente nel Comune di Bagno di Romagna. Storia e Guida, Coop. Culturale “Re Medello”, C.M. dell’Appennino Cesenate, S. Piero in Bagno 1987;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Piano Strutturale del Comune di Bagno di Romagna, Insediamenti ed edifici del territorio rurale, 2004, Scheda n.867;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008, Monti Editore, Cesena;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp;

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba - È raggiungibile senza difficoltà da Pietrapazza, dove si perviene dalla S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza (sterrata di circa 10 km), percorrendo un breve tratto (300 m) del Sent. 221 CAI fino ad oltrepassare il ponte sul Bidente, oltre il quale occorre cercare il sentierino sulla dx che porta al mulino da monte, oppure si può scendere nell’alveo sulla sx del ponte passando sotto la sua arcata e risalire la sponda in corrispondenza del mulino.

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
Nota - Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un'altra scheda

00a1 – Dalla Maestà del Raggio, sul Crinale del Raggio o del Finocchio, veduta della valle che si stringe verso Pietrapazza: sulla sx si scorge l’ultimo sprone della dorsale già detta Raggio da Rignuno o Rignuni o Raggio del Valone, con il poggetto di Casetta, che sovrasta il sito del Mulino di Pietrapazza (19/04/18).

00a2/00a5 – Dalla dorsale che digrada dal Monte Càrpano, pressi Cà di Mengaglia, veduta opposta alla precedente della valle di Pietrapazza: si distinguono bene il campanile della chiesa e la traccia della Mulattiera di Pietrapazza che si arrampica sul versante roccioso verso Siepe dell’Orso mentre i resti del mulino sono occultati dalla vegetazione (19/04/18).

00b1 – 00b2 – Elaborazioni da una foto storica degli Anni ’70-’80 ripresa dallo stesso sito delle precedenti presso Cà di Mengaglia, che mostra il ponte ed il mulino già in stato di forte fatiscenza e privo della copertura, immerso in un ambiente scarsamente boscato e ormai degradato, segnato dai tornanti della mulattiera.

00b3 – 00b4 – 00b5 – Dal Crinale delle Graticce a monte del Pianaccio, panoramica e vedute dove, oltre la perfetta morfologia piramidale del picco di Pietrapazza, si trova il sito del mulino, nei pressi di un tratto roccioso adiacente all’alveo del Bidente, visibile nella successiva 00d6 (23/03/22).

00c1 – 00c2 - Schema cartografico della bassa valle del Bidente antecedente alla realizzazione della S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza e particolare dell’area di Pietrapazza.

00c3 – Schema da mappa catastale della prima metà dell’Ottocento, evidenziante il sistema insediativo, con utilizzo della toponomastica originale. Qui compare anche la toponomastica della viabilità principale di fondovalle e di crinale.

00c4 - 00c5 – Confronto tra schemi di mappa derivati dal catasto ottocentesco e da cartografia moderna che consentono di apprezzare alcune modifiche dell'area, con particolare del mulino dove si nota il berignale, di presa idraulica, e lo stramazzo, di scarico.

00d1 – 00d2 – 00d3 – Vedute del ponte e della zona del mulino nascosta dalla folta vegetazione e, dal ponte, veduta dell’alveo in corrispondenza del mulino (9/05/13 – 1/09/16).

 

00d4/00d7 – Dall’alveo fluviale, vedute del ponte e del Bidente presso il mulino e scorcio dello stesso nascosto nella boscaglia (18/10/11 – 12/07/16).

00e1/00e14 – Vedute del mulino e della zona di stramazzo o scarico delle acque utilizzate con particolare dei due androni, di differenti dimensioni, che ospitavano i ritrecini o ruote idrauliche (12/07/16).

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