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Chiesa di Sotto

Tipo : rudere
Altezza mt. : 425
Coordinate WGS84: 43 53' 06" N , 11 50' 07" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (11/05/2021 - 18/05/22)

La Valle del Fiume Bidente di Ridràcoli riguarda quel ramo intermedio del Bidente delimitato, ad Ovest, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che subito precipita ripidissimo disegnando la sella di Pian del Pero, serpeggiante evidenzia una sequenza di rilievi (i Poggi della Serra e Capannina, l’Altopiano di S.Paolo in Alpe, Poggio Squilla, Ronco dei Preti e Poggio Collina, per terminare con Poggio Castellina) fino a digradare presso il ponte sul Fiume Bidente di Corniolo a monte di Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli nel Fiume Bidente di Corniolo. Ad Est la valle è delimitata dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si diparte da Poggio allo Spillo (collegando Poggio della Bertesca, Croce di Romiceto, i Monti Moricciona, La Rocca, Marino, Pezzoli e Carnovaletto) per concludersi con il promontorio della Rondinaia digradando a valle di Isola costretto dalla confluenza del Fiume Bidentino o Torrente Bidente di Fiumicino nel Fiume Bidente. La Rondinaia è nota per il castello con la sua torre «[…] baluardo di antica potenza, elevato fin dai tempi romani alla difesa contro le orde barbariche che dal nord d’Europa scendevano a depredare le belle contrade d’Italia.» (D. Mambrini, 1935 – XIII, p. 274, cit.).

Per l’inquadramento territoriale v. scheda Valle del Bidente di Ridràcoli.

Dal tratto di contrafforte compreso tra i Monti Moricciona e La Rocca, ed in particolare all’altezza di Ripa di Ripastretta, si distacca la lunga dorsale (anticamente detta Raggio delle Putine) che termina con il promontorio disegnato da una pronunciata ansa del Bidente dove sorge il polo antico, religioso-residenziale, di Ridràcoli (una villam Ridraculi cum omnibus ecclesiis è documentata già dal 1213). Presso il termine del Raggio delle Putine si stacca una diramazione che, a sua volta, si dirige verso la fitta sequenza dei meandri fluviali: la morfologia del luogo dialetticamente separa dal polo religioso il pronunciato promontorio dove sorge il baricentro politico-militare-residenziale del Castello di Ridràcoli (nel 1216 è documentato come Castrum Ridiracoli un villaggio fortificato che, secondo la Descriptio Romandiole del 1371, raggiungeva appena 6 focularia, candidato a diventare luogo di controllo della riserva di caccia e pesca dei Conti Guidi - «Magnifice vir, a questi dì passati vi scrissi chom’io avevo fatto isbandire e ghuardare il vostro fiume di Ritràgholi, perché m’avisaste volere venire in questa astate a darvi sollazzo e peschare.» - come ricorda la lettera del capitano di Bagno di Romagna indirizzata a Lorenzo de’ Medici il 23 giugno 1475, cfr.: G.L. Corradi, L'invaso di Ridracoli e l'acquedotto della Romagna, in: N. Graziani, a cura di, 2001, p. 164, cit.). Il sistema insediativo di Ridràcoli si completava con il nucleo economico del Ponte.

Il fulcro del nucleo religioso è ovviamente la Chiesa dei SS. Martino e Lorenzo (titolo raggiunto a seguito della soppressione nel 1652 dell’Eremo di S. Lorenzo che sorgeva sul versante opposto, ma non è noto il sito specifico), riconfigurata tra il 1837 e il 1843. Notizie storiche si hanno grazie ai verbali delle “visite pastorali o apostoliche”. L’aspetto settecentesco dell’adiacente canonica, restaurata con le stesse periodicità della chiesa, pare essere più aderente alla struttura originaria, ma nel Catasto Toscano del 1825-34 risulta staccata da essa, così come, sul lato dx della chiesa, erano segnalati i ruderi di un altro piccolo edificio, poi scomparso. Di fronte alla chiesa si trovano il fabbricato e il rudere delle case coloniche adiacenti dei due poderi rientranti tra i possedimenti ecclesiastici, detti Chiesa di Sopra e Chiesa di Sotto. Chiesa di Sopra, in base al Giornale di Campagna del 1829 era dotato di due stalle al P.T. e due capanne al P.I°; sempre utilizzato o abitato, in base alla documentazione storico-fotografica risulta oggetto di successivi interventi di ristrutturazione e ampliamento con un corpo laterale dagli scorsi Anni ’80-’90, comunque successivamente all’epoca dell’infrastrutturazione viaria conseguente alla realizzazione dell’invaso. Chiesa di Sotto in base al Giornale di Campagna del 1829 si sviluppava al piano terra ed era dotato di loggia, stanzetta, stalla, camera e cucina; probabilmente abbandonato al principio del XX secolo, i suoi ruderi mostrano anch’essi una riconfigurazione planimetrica rispetto alla struttura originaria. Di lato alla piazzetta della chiesa, si trova il fabbricato abbandonato delle ex Scuole Rurali, costruito nel 1961 per trasferirvi l’attività prima svolta a Palazzo Giovannetti operò solo per 14 anni. Il nucleo economico di Ridràcoli si è sviluppato attorno all’antica e principale infrastruttura della valle: il Ponte di Ridràcoli (toponimo del Catasto Toscano) caratteristica struttura in pietrame ad arco a sesto ribassato, risalente al 1817-19, ma in precedenza in legno su spallette in muratura secondo la classica tipologia in uso, distrutto almeno tre volte nel ‘700 e una nel 1815. Aderente ad una spalletta si trova dal 1816 il fabbricato detto Ponte o C. Ponte, presente con difformità nel Catasto Toscano (pare un’aggiunta il corpo posteriore) quando nel Giornale di Campagna era descritto composto al P.T. da due stanze al P.I°, da cucina e camera; il forno è un corpo distaccato, risalente al 1825, posto sul retro, in fregio alla mulattiera. Data la posizione di passaggio almeno dal 1872 nel fabbricato venne aperta una locanda e, dall’inizio del secolo scorso, la nota Osteria del Terrore, dal soprannome del gestore; abitato fino agli Anni ’70, oggi (2022) è stato restaurato suddividendolo in 4 unità turistico-abitative. Già dal 1543 accanto al ponte si trovava il Molino di Sotto o di Ridràcoli o del comune, in base al Giornale di Campagna del 1829 composto al P.T. dalla stanza delle macine, stalla e loggetta e al P.I°, da cucina e camera: tale porzione è ben identificabile e distinguibile rispetto agli ampliamenti successivi, infatti corrisponde al corpo perpendicolare al fiume dove oggi si trova l’ingresso con tettoia; la gora, posizionata sul lato sx, oggi è coperta da un lastricato, mentre il canale di adduzione (berignale), che si staccava dal fiume nell’area sottostante i ruderi di Chiesa di Sotto come evidenziato dal Catasto Toscano, è stato ricoperto dalla sede stradale. Cessata l’attività dall’alluvione del 1966, dopo un ottimo restauro che ha conservato le attrezzature molitorie e la gora, oggi è utilizzato per uso turistico-residenziale. Sul poggetto sovrastante il ponte si trovano il grande edificio di Palazzo Giovannetti - Le Case, detto anche (in base alle vicende della famiglia Giovannetti) Le Case de' Fabbri e/o Il Palazzo, l’adiacente Oratorio della Madonna della Neve, detto anche Oratorio sotto l'Invocazione di S. Maria della Neve e, più in alto, una torretta. Oggi riutilizzato a fini turistico-ristorativi, nel 1777 Il Palazzo veniva descritto con dieci stanze soppalcate, due ingressi e portici, nel Giornale di Campagna del 1829 viene precisato che al P.T. vi sono tinaia, cantina, stalla, due stanze, loggia e forno, al P.I° 5 stanze e al P.II° altre 5 stanze. Complesse vicende lo hanno interessato, come la presenza di tre importanti ospiti commemorata dalla lapide sopra l’ingresso principale: Leopoldo II Granduca di Toscana, Aurelio Saffi e Antonio Fratti (Saffi, 1819-1890, fu mazziniano e figura del Risorgimento, Fratti, 1848-1897, fu un politico e garibaldino). In base alle visite pastorali l’oratorio risulta costruito da Domenico Capacci nel 1705 ed in funzione fino al 1776. Presso Il Palazzo, oggi inserita nel muro di sostegno della via verso Il Casone, si trova un’anonima Maestà, documentata già dal XIX secolo. Tra gli edifici a carattere produttivo era ricordata una Gualchiera, collocata non distante dal ponte, nel 1872 comprendente due abitazioni ma nel 1922 demolita dal Genio Militare, di cui neppure la cartografia storica riporta alcuna traccia, mentre il Molino di Sopra o della Teresona o dei Tagli, collocato non lontano dalla diga presso la confluenza del Fosso dei Tagli nel Bidente ed espropriato in conseguenza della costruzione dell’invaso, è stato recuperato ad uso della Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A. ma, in quanto in area con accesso limitato, è avvicinabile solo in occasione di visite guidate alle strutture della diga.

Nel Settecento chi voleva risalire l'Appennino da S. Sofia, giunto a Isola su un’arteria selciata larga sui 2 m trovava tre rami che venivano così descritti: per Ridràcoli «[…] composto di viottoli appena praticabili […]» per S. Paolo in Alpe «[…] largo in modo che appena si può passarvi […].» e per il Corniolo «[…] è una strada molto frequentata ma in pessimo grado di modo che non vi si passa senza grave pericolo di precipizio […] larga a luoghi in modo che appena vi può passare un pedone […]» (Archivio di Stato di Firenze, Capitani di Parte Guelfa, citato da: L. Rombai, M. Sorelli, La Romagna Toscana e il Casentino nei tempi granducali. Assetto paesistico-agrario, viabilità e contrabbando, in: G.L. Corradi e N. Graziani - a cura di, 1997, p. 82, cit.). La prima cartografia storica, ovvero il dettagliato Catasto Toscano (1826-34 – scala 1:5000), la schematica Carta della Romagna Toscana Pontificia (1830-40 – scala 1:40.000), le prime edizioni della Carta d’Italia dell’I.G.M. (1893-94 – scala 1:50.000; 1937 – scala 1:25.000), consente di conoscere il tracciato della viabilità antica che raggiungeva Ridràcoli. Attraversato il Bidente di Corniolo presso Isola, sul luogo del ponte odierno, essa si manteneva in sx idrografica risalendo subito a mezzacosta fino a raggiungere Biserno, per quindi ridiscendere nel fondovalle del borgo, dove terminava con un lungo rettilineo al cui principio si trovavano i fabbricati del podere Il Casone. Tale viabilità, anonima nelle mappe citate, verrà poi denominata Strada Comunale Ridràcoli-Biserno e Strada Comunale Isola-Biserno; solo in occasione dei lavori di costruzione dell’invaso quest’ultima verrà ristrutturata e ampliata diventando la S.P. n.112. Il Casone è documentato dal 1777 quando risultava composto da due fabbricati, uno dotato di sette stanze con portico e forno, l’altro di sei stanze con forno; il Giornale di Campagna del 1829 conferma una casa colonica composta al P.T. da 3 stalle, stalletto e forno, cucina e 3 stanze al P.I°, una capanna composta da 2 stanze sia al P.T. sia al P.I° ed un soppalco al P.II°, oltre ad un capanno con tre stalle ed un capanno da vigna. Negli Anni ’70 risulta compresa negli elenchi ex A.R.F. come abitazione privata composta da 13 vani, richiesta in uso da privati, infatti da allora fino ad oggi ancora utilizzata.

Vari itinerari collegavano con le vallate adiacenti dipartendosi da Ridràcoli. Dal Ponte, secondo il Catasto Toscano, partiva la Strada che da Ridracoli va al Poggio alla Lastra, che, rasentate le case dei due poderi ecclesiastici, superata la chiesa e risaliva la Valle del Corneta; costituiva il primo tratto della Mulattiera di Ridràcoli che raggiungeva S. Sofia transitando da Strabatenza dopo aver scavalcato il crinale tramite il Passo della Colla (posto presso il Monte La Rocca). Dal Castello partiva la Strada che dal Castello di Ridracoli conduce alla Chiesa della Casanova, risalente la Valle dei Tagli ed imperniata su Casanova dell’Alpe (su una pietra cantonale della chiesa sono ancora leggibili le distanze chilometriche – evidentemente non più valide - km 12,358 per Bagno e km 5,933 per Ridràcoli), prima parte della Mulattiera Bagno-Pietrapazza-Ridràcoli. Entrambe le mulattiere incrociavano sul crinale la Strada Maestra di S. SofiaStrada che dalla Casanova va a Santa Sofia, la prima presso il Monte Moricciona, la seconda sul Passo della Colla. Rinomate e ancora riportate come tali nella cartografia moderna, negli anni ’50 alle estremità delle mulattiere vennero installati dei cippi stradali riportanti la rispettiva denominazione, così classificandole e specificandone l’uso escluso ai veicoli; rimasero localmente in uso fin’oltre metà del XX secolo, infatti le odierne strade forestali verranno realizzate solo un ventennio dopo. Mentre gran parte della Mulattiera di Ridracoli è scomparsa o desueta a seguito della realizzazione della S.F. Ridràcoli-Passo del Vinco, la seconda è pressoché interamente riutilizzata dalla sentieristica CAI. Prima del ponte, un altro antico tracciato diretto a S. Paolo in Alpe tramite la valle del Rio Bacine, poi detto S.Vic.le Rio Castagno-Ridracoli, mantenendosi in sx idrografica e transitando dal sito del moderno Museo delle Acque, poco dopo raggiungeva il podere Galvane, già Le Calvane (toponimo diffuso con vari derivati dal latino calva, -ae, roccia, cranio liscio, e/o dal prelatino cala/gala, calava/calaba, dirupo, da cui le alternanze calbana/calvana/galvana – A.Polloni, 1966, rist. 2004, p. 60, cit.), documentato dal 1777 quando il fabbricato risultava dotato di undici stanze con forno, soppalchi e colombaia ed un capanno; il Giornale di Campagna del 1829 descrive una casa colonica composta al P.T. da 3 stalle, stalletto e forno, cucina e 3 stanze al P.I°, una capanna composta al P.T. da 4 stalle, stalletto forno cantina e loggetta e al P.I° da cucina, 3 stanze e capanna. Oggi ridotta a rudere, è stata abbandonata negli Anni ‘50. Negli Anni ’70 risulta compresa negli elenchi ex A.R.F. composta da 8 vani ma non utilizzata. Prima del podere si trova la Maestà delle Galvane, documentata già nel XIX secolo e oggi restaurata.

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Ridràcoli e/o relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

N.B.: - Informazioni preziose riguardo luoghi e fabbricati si hanno grazie ai rapporti della Descriptio provinciae Romandiole e delle visite pastorali o apostoliche.

- La Descriptio è un rapporto geografico-statistico-censuario redatto dal legato pontificio cardinale Anglic de Grimoard (fratello di Urbano V) per l’area della Romandiola durante il periodo della “Cattività avignonese” (trasferimento del papato da Roma ad Avignone, 1305-1377). Se la descrizione dei luoghi ivi contenuta è approssimativa dal punto di vista geografico, è invece minuziosa riguardo i tributi cui era soggetta la popolazione. In tale documento si trova, tra l’altro, la classificazione degli insediamenti in ordine di importanza, tra cui i castra e le villae, distinti soprattutto in base alla presenza o meno di opere difensive, che vengono presi in considerazione solo se presenti i focularia, ovvero soggetti con capacità contributiva (di solito nuclei familiari non definiti per numero di componenti; ad aliquota fissa, il tributo della fumantaria era indipendente dal reddito e dai possedimenti). In particolare, nelle vallate del Montone, del Rabbi e del Bidente furono costituiti i Vicariati rurali delle Fiumane.

- La visita apostolica o pastorale, che veniva effettuata dal vescovo o suo rappresentante, era una prassi della Chiesa antica e medievale riportata in auge dal Concilio di Trento che ne stabilì la cadenza annuale o biennale, che tuttavia fu raramente rispettata. La definizione di apostolica può essere impropria in quanto derivante dalla peculiarità di sede papale della diocesi di Roma, alla cui organizzazione era predisposta una specifica Congregazione della visita apostolica. Scopo della visita pastorale è quello di ispezione e di rilievo di eventuali abusi. I verbali delle visite, cui era chiamata a partecipare anche la popolazione e che avvenivano secondo specifiche modalità di preparazione e svolgimento che prevedevano l'esame dei luoghi sacri, degli oggetti e degli arredi destinati al culto (vasi, arredi, reliquie, altari), sono conservati negli archivi diocesani; da essi derivano documentate informazioni spesso fondamentali per conoscere l’esistenza nell’antichità degli edifici sacri, per assegnare una datazione certa alle diverse fasi delle loro strutture oltre che per averne una descrizione a volte abbastanza accurata.

- Negli scorsi Anni ’70, a seguito del trasferimento delle funzioni amministrative alla Regione Emilia-Romagna, gli edifici compresi nelle aree del Demanio forestale, spesso in stato precario e/o di abbandono, tra cui Galvane e Casone divennero proprietà dell’ex Azienda Regionale delle Foreste (A.R.F.); secondo una tendenza che riguardò anche altre regioni, seguì un ampio lavoro di studio e catalogazione finalizzato al recupero ed al riutilizzo per invertire la tendenza all’abbandono, senza successo tranne il riutilizzo di Casone. Con successive acquisizioni il patrimonio edilizio del demanio forlivese raggiunse un totale di 492 fabbricati, di cui 356 nel Complesso Forestale Corniolo e 173 nelle Alte Valli del Bidente. Circa 1/3 del totale sono stati analizzati e schedati, di cui 30 nelle Alte Valli del Bidente. Il materiale è stato oggetto di pubblicazione specifica.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

E. Agnoletti, Viaggio per le valli bidentine, Tipografia Poggiali, Rufina 1996;

C. Bignami (a cura di), Il popolo di Ridracoli, Nuova Grafica, Santa Sofia 1995;

G.L. Corradi e N. Graziani (a cura di), Il bosco e lo schioppo. Vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana, Le Lettere, Firenze 1997;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001; 

D. Mambrini, Galeata nella storia e nell’arte, Tipografia Stefano Vestrucci e Figlio, Bagno di Romagna, 1935 – XIII;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anastatica Castrocaro Terme 1989;

Piano Strutturale del Comune di Bagno di Romagna, Insediamento Storico di Ridràcoli, Analisi e Disciplina Attuativa, 2004;

Carta Escursionistica, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Carta dei sentieri, Foreste Casentinesi, Campigna – Camaldoli – Chiusi della Verna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2012;

Carta dei sentieri, Comune di Bagno di Romagna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Link www.alpeappennina.it;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba - Ridràcoli è facilmente raggiungibile tramite la S.P. 4 del Bidente da cui si stacca la S.P. 112 Isola-Biserno-Ridràcoli lunga km 8,7.   

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore.
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00a1 - 00a2 - 00a3 – Dalla S.F. Grigiole-Casanova dell’Alpe-Poggio alla Lastra l’incisione del Fosso Corneta guida lo sguardo verso la profondità del fondovalle dove si intravedono gli edifici storici e moderni di Ridràcoli (16/10/16).

00b1/00b8 – Dalla mulattiera che da Lavacchio scende a Ridràcoli, vedute del centro di Ridràcoli, con particolari dei fabbricati dei poderi ecclesiastici Chiesa di Sopra e Chiesa di Sotto, ridotto a rudere (19/07/18).

00c1 – 00c2 – Elaborazioni pittoriche di foto d’epoca. Particolarmente interessante la prima, probabilmente risalente agli Anni ’50, prima dell’inizio della costruzione dell’invaso e della viabilità moderna, quando le case erano ancora abitate ed era ancora utilizzato il Molino di Sotto, di cui si nota il berignale di presa idraulica e lo scarico nel Bidente; si nota inoltre il tracciato della Mulattiera di Ridràcoli che dal ponte, risalito il poggio e superata la chiesa, attraversa il Fosso Corneta su un ponticello. La seconda foto risale agli Anni ’70-’80 quando i lavori stradali sono in ultimazione; Chiesa di Sotto è fatiscente e Chiesa di Sopra non è stato ancora ampliato.

00d1 - Schema cartografico relativo ai promontori di Ridràcoli e del Castello, ramificazioni morfologiche della dorsale anticamente detta Raggio delle Putine dividente le valli dei Fossi dei Tagli e Corneta.

00d2 – Confronto tra cartografia storica e moderna dell’area centrale di Ridràcoli.

00e1/00e7 – Vedute del poggio sede del centro religioso di Ridràcoli con i fabbricati dei poderi ecclesiastici Chiesa di Sopra e Chiesa di Sotto, ridotto a rudere (23/09/16 – 21/04/18).

00f1/00f4 – La Mulattiera di Ridràcoli è stata risistemata con una rampa che rasenta i ruderi del fabbricato di Chiesa di Sotto (23/09/16).

00f5 – 00f6 – 00f7 – I resti di Chiesa di Sotto (23/09/16).

00g1 – 00g2 – 00g3 – La nuova viabilità ricopre il tracciato della mulattiera tra Chiesa di Sopra e la chiesa (23/09/16).

00g4 – 00g5 – 00g6 - La mulattiera aveva origine al Ponte di Ridràcoli (21/05/11 - 28/03/22).

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