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Maestā (di Ridrācoli)

Tipo : maestā
Altezza mt. : 426
Coordinate WGS84: 43 53' 14" N , 11 50' 12" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (12/05/2021 - Agg. 18/05/22)

La Valle del Fiume Bidente di Ridràcoli riguarda quel ramo intermedio del Bidente delimitato, ad Ovest, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che subito precipita ripidissimo disegnando la sella di Pian del Pero, serpeggiante evidenzia una sequenza di rilievi (i Poggi della Serra e Capannina, l’Altopiano di S.Paolo in Alpe, Poggio Squilla, Ronco dei Preti e Poggio Collina, per terminare con Poggio Castellina) fino a digradare presso il ponte sul Fiume Bidente di Corniolo a monte di Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli nel Fiume Bidente di Corniolo. Ad Est la valle è delimitata dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si diparte da Poggio allo Spillo (collegando Poggio della Bertesca, Croce di Romiceto, i Monti Moricciona, La Rocca, Marino, Pezzoli e Carnovaletto) per concludersi con il promontorio della Rondinaia digradando a valle di Isola costretto dalla confluenza del Fiume Bidentino o Torrente Bidente di Fiumicino nel Fiume Bidente. La Rondinaia è nota per il castello con la sua torre «[…] baluardo di antica potenza, elevato fin dai tempi romani alla difesa contro le orde barbariche che dal nord d’Europa scendevano a depredare le belle contrade d’Italia.» (D. Mambrini, 1935 – XIII, p. 274, cit.).

Per l’inquadramento territoriale v. scheda Valle del Bidente di Ridràcoli.

Dal tratto di contrafforte compreso tra i Monti Moricciona e La Rocca, ed in particolare all’altezza di Ripa di Ripastretta, si distacca la lunga dorsale (anticamente detta Raggio delle Putine) che termina con il promontorio disegnato da una pronunciata ansa del Bidente dove sorge il polo antico, religioso-residenziale, di Ridràcoli (una villam Ridraculi cum omnibus ecclesiis è documentata già dal 1213). Presso il termine del Raggio delle Putine si stacca una diramazione che, a sua volta, si dirige verso la fitta sequenza dei meandri fluviali: la morfologia del luogo dialetticamente separa dal polo religioso il pronunciato promontorio dove sorge il baricentro politico-militare-residenziale del Castello di Ridràcoli (nel 1216 è documentato come Castrum Ridiracoli un villaggio fortificato che, secondo la Descriptio Romandiole del 1371, raggiungeva appena 6 focularia, candidato a diventare luogo di controllo della riserva di caccia e pesca dei Conti Guidi - «Magnifice vir, a questi dì passati vi scrissi chom’io avevo fatto isbandire e ghuardare il vostro fiume di Ritràgholi, perché m’avisaste volere venire in questa astate a darvi sollazzo e peschare.» - come ricorda la lettera del capitano di Bagno di Romagna indirizzata a Lorenzo de’ Medici il 23 giugno 1475, cfr.: G.L. Corradi, L’invaso di Ridracoli e l’acquedotto della Romagna, in: N. Graziani, a cura di, 2001, p. 164, cit.). Il sistema insediativo di Ridràcoli si completava con il nucleo economico del Ponte.

Il fulcro del nucleo religioso è ovviamente la Chiesa dei SS. Martino e Lorenzo (titolo raggiunto a seguito della soppressione nel 1652 dell’Eremo di S. Lorenzo che sorgeva sul versante opposto), riconfigurata tra il 1837 e il 1843. Notizie storiche si hanno grazie ai verbali delle “visite pastorali o apostoliche”. L’aspetto settecentesco dell’adiacente canonica, restaurata con le stesse periodicità, pare essere più aderente alla struttura originaria, ma nel Catasto Toscano del 1825-34 risulta staccata dalla chiesa, così come, sul lato dx della chiesa, erano segnalati i ruderi di un altro piccolo edificio, poi scomparso. Di fronte alla chiesa si trovano il fabbricato e il rudere delle case coloniche adiacenti dei due poderi rientranti tra i possedimenti ecclesiastici, detti Chiesa di Sopra e Chiesa di Sotto. Di lato alla piazzetta della chiesa, si trova il fabbricato abbandonato delle ex Scuole Rurali. Il nucleo economico di Ridràcoli si è sviluppato attorno all’antica e principale infrastruttura della valle: il Ponte di Ridràcoli (toponimo del Catasto Toscano), caratteristica struttura in pietrame ad arco a sesto ribassato, risalente al 1817-19, ma in precedenza in legno su spallette in muratura secondo la classica tipologia in uso, distrutto almeno tre volte nel ‘700 e una nel 1815. Aderente ad una spalletta si trova dal 1816 il fabbricato detto Ponte o C. Ponte. Data la posizione di passaggio almeno dal 1872 nel fabbricato venne aperta una locanda e, dall’inizio del secolo scorso, la nota Osteria del Terrore, dal soprannome del gestore. Già dal 1543 accanto al ponte si trovava il Molino di Sotto o di Ridràcoli o del comune. Cessata l’attività dall’alluvione del 1966, dopo un ottimo restauro che ha conservato le attrezzature molitorie e la gora, oggi è utilizzato per uso turistico-residenziale. Sul poggetto sovrastante il ponte si trovano il grande edificio di Palazzo Giovannetti - Le Case, detto anche (in base alle vicende della famiglia Giovannetti) Le Case de' Fabbri e/o Il Palazzo, l’adiacente Oratorio della Madonna della Neve, detto anche Oratorio sotto l'Invocazione di S. Maria della Neve e, più in alto, una torretta. Presso Il Palazzo, oggi inserita nel muro di sostegno della via verso Il Casone, si trova un’anonima Maestà, che si potrebbe dire di Ridràcoli, documentata già nella Carta d’Italia dell’I.G.M. del 1894. Tra gli edifici a carattere produttivo era ricordata una Gualchiera, collocata non distante dal ponte, nel 1872 comprendente due abitazioni ma nel 1922 demolita dal Genio Militare, di cui neppure la cartografia storica riporta alcuna traccia, mentre il Molino di Sopra o della Teresona o dei Tagli, collocato non lontano dalla diga presso la confluenza del Fosso dei Tagli nel Bidente ed espropriato in conseguenza della costruzione dell’invaso, è stato recuperato ad uso della Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A. ma, in quanto in area con accesso limitato, è avvicinabile solo in occasione di visite guidate alle strutture della diga.

Nel Settecento, chi voleva risalire l'Appennino da S. Sofia, giunto a Isola su un’arteria selciata larga sui 2 m trovava tre rami che venivano così descritti: per Ridràcoli «[…] composto di viottoli appena praticabili […]» per S. Paolo in Alpe «[…] largo in modo che appena si può passarvi […].» e per il Corniolo «[…] è una strada molto frequentata ma in pessimo grado di modo che non vi si passa senza grave pericolo di precipizio […] larga a luoghi in modo che appena vi può passare un pedone […]» (Archivio di Stato di Firenze, Capitani di Parte Guelfa, citato da: L. Rombai, M. Sorelli, La Romagna Toscana e il Casentino nei tempi granducali. Assetto paesistico-agrario, viabilità e contrabbando, in: G.L. Corradi e N. Graziani - a cura di, 1997, p. 82, cit.). La prima cartografia storica, ovvero il dettagliato Catasto Toscano (1826-34 – scala 1:5000), la schematica Carta della Romagna Toscana Pontificia (1830-40 – scala 1:40.000), le prime edizioni della Carta d’Italia dell’I.G.M. (1893-94 – scala 1:50.000; 1937 – scala 1:25.000), consente di conoscere il tracciato della viabilità antica che raggiungeva Ridràcoli. Attraversato il Bidente di Corniolo presso Isola, sul luogo del ponte odierno, essa si manteneva in sx idrografica risalendo subito a mezzacosta fino a raggiungere Biserno, per quindi ridiscendere nel fondovalle del borgo, dove terminava con un lungo rettilineo al cui principio si trovavano i fabbricati del podere Il Casone. Tale viabilità, anonima nelle mappe citate, verrà poi denominata Strada Comunale Ridràcoli-Biserno e Strada Comunale Isola-Biserno; solo in occasione dei lavori di costruzione dell’invaso quest’ultima verrà ristrutturata e ampliata diventando la S.P. n.112.

Vari itinerari collegavano con le vallate adiacenti dipartendosi da Ridràcoli. Dal Ponte, secondo il Catasto Toscano, partiva la Strada che da Ridracoli va al Poggio alla Lastra, che, rasentate le case dei due poderi ecclesiastici, superata la chiesa e risaliva la Valle del Corneta; costituiva il primo tratto della Mulattiera di Ridràcoli che raggiungeva Santa Sofia transitando da Strabatenza dopo aver scavalcato il crinale tramite il Passo della Colla (posto presso il Monte La Rocca). Dal Castello partiva la Strada che dal Castello di Ridracoli conduce alla Chiesa della Casanova, risalente la Valle dei Tagli ed imperniata su Casanova dell’Alpe (su una pietra cantonale della chiesa sono ancora leggibili le distanze chilometriche – evidentemente non più valide - km 12,358 per Bagno e km 5,933 per Ridràcoli), prima parte della Mulattiera Bagno-Pietrapazza-Ridràcoli. Qui si trovava la Maestà della Garfagnana, inspiegabilmente demolita negli Anni ’70. Prima del ponte, un altro antico tracciato diretto a S. Paolo in Alpe tramite la valle del Rio Bacine, poi detto S.Vic.le Rio Castagno-Ridracoli, mantenendosi in sx idrografica e transitando dal sito del moderno Museo delle Acque, poco dopo raggiungeva il podere Galvane, già Le Calvane. Prima del podere si trova la Maestà delle Galvane, documentata già nel XIX secolo e oggi restaurata.

Per approfondimenti si rimanda alle schede toponomastiche relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

N.B. - Nel passato anche recente l’ambiente montano veniva visto soprattutto nelle sue asperità e difficoltà ed avvertito come ostile non solo riguardo gli aspetti climatici o l’instabilità dei suoli ma anche per le potenze maligne che si riteneva si nascondessero nei luoghi più reconditi. Dovendoci vivere si operava per la santificazione del territorio con atteggiamenti devozionali nell’utilizzo delle immagini sacre che oltre che espressioni di fiducia esprimevano anche un bisogno di protezione con una componente esorcizzante. Così lungo i percorsi sorgevano manufatti (variamente classificabili a seconda della tipologia costruttiva come pilastrini, edicole, tabernacoli, capitelli, cellette, maestà) la cui realizzazione, oltre che costituire punti di riferimento scandendo i tempi di percorrenza (p.es., recitando un numero prestabilito di “rosari”), rispondeva non solo all’esigenza di ricordare al passante la presenza protettiva e costante della divinità ma svolgeva anche una funzione apotropaica. Spesso recanti epigrafi con preghiere, sollecitazioni o riferimenti ad avvenimenti accaduti, oggi hanno un valore legato al loro significato documentario.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

E. Agnoletti, Viaggio per le valli bidentine, Tipografia Poggiali, Rufina 1996;

C. Bignami (a cura di), Il popolo di Ridracoli, Nuova Grafica, Santa Sofia 1995;

G.L. Corradi e N. Graziani (a cura di), Il bosco e lo schioppo. Vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana, Le Lettere, Firenze 1997;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

D. Mambrini, Galeata nella storia e nell’arte, Tipografia Stefano Vestrucci e Figlio, Bagno di Romagna, 1935 – XIII;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anastatica Castrocaro Terme 1989;

Carta Escursionistica, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Carta dei sentieri, Foreste Casentinesi, Campigna – Camaldoli – Chiusi della Verna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2012;

Carta dei sentieri, Comune di Bagno di Romagna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Link www.alpeappennina.it;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba - Ridràcoli è facilmente raggiungibile tramite la S.P. 4 del Bidente da cui si stacca la S.P. 112 Isola-Biserno-Ridràcoli lunga km 8,7.   

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore.
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00a1/00a6 – Dalla S.P., vedute della Valle di Ridràcoli verso monte nel tratto dove si allarga dopo Biserno; mentre in p.p. si notano a mezzacosta Casetto e presso il fiume il Molino di Biserno, oltre il vasto podere delle Case di Monte di Valle in dx idrografica e i campi di Canforchisio in sx, in lontananza si nota il fondovalle del borgo di Ridràcoli con i prati e il fabbricato del podere Il Casone e uno scorcio di Palazzo Giovannetti con la piccola abetina che risale il pendio, tra i quali si trova il muro di sostegno dove si trova la maestà (21/04/18).

00a7 – 00a8 - Dalla S.F. Grigiole-Casanova dell’Alpe-Poggio alla Lastra l’incisione del Fosso Corneta guida lo sguardo verso la profondità del fondovalle dove si intravedono gli edifici storici e moderni di Ridràcoli (16/10/16).

00b1/00b4 – Dalla mulattiera che da Lavacchio scende a Ridràcoli, vedute del centro di Ridràcoli; l’abetina che ridisegna il contesto paesaggistico de Il Palazzo occulta anche il sito della maestà (19/07/18).

00c1 – Confronto tra cartografia storica e moderna dell’area centrale di Ridràcoli.

00c2 - Schema cartografico relativo all’area fluviale di Ridràcoli pochi decenni prima della realizzazione della viabilità moderna, sono indicate le maestà.

00d1 – 00d2 – 00d3 – L’antica via principale da Ridràcoli a Isola, fino alla costruzione della strada provinciale, aveva inizio dall’ottocentesco Ponte, transitava tra le Case e l’Oratorio quindi, prima del Casone, trovava una maestà, oggi restaurata ed inserita nel muro di sostegno, ma pendente (19/07/18).

Innocent