Montebello
Di origine romana 'mons Belli' ovvero il monte della guerra, fortificato nel 1186 dai Malatesta quale avamposto militare sul confine con il Montefeltro, fu conquistato da questi ultimi nel 1393.
Ricondotto sotto il dominio dei Malatesta nel 1438 ad opera di Sigismondo Pandolfo Malatesta, fu successivamente concesso ai conti Guidi di Bagno (attuali proprietari) nel 1463.
Tipico esempio di borgo medioevale, ancora oggi racchiuso dalle forti ed antiche mura.
All'interno svetta imponente la fortezza, ben conservata e visitabile.
Dizionario corografico dello Stato Pontificio dr. G. Stefani – ed. Civelli Milano Verona 1856
MONTE BELLO. Appodiato del comune di Sogliano, nel governo omonimo (distretto di Cesena, legazione di Forli). E' in esso compreso siccome frazione , il villaggio di San Pietro.
Popolazione, 336 abitanti.
Sorge in colle presso ai confini del Granducato di Toscana , 8 miglia a scirocco da Sogliano e 14 da Cesena.
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
MONTEBELLO (Montbel), frazione, già appodiato, del comune di Sogliano al Rubicone con 939 abitanti, dei quali 100 concentrati in una povera borgata, nella cui piazzetta havvi un sepolcro romano con diversi busti a rilievo.
Sulla cima del pittoresco colle, che si eleva di 432 metri sul livello del mare tra il Marecchia e l'Uso, 21 chilometri a libeccio di Rimini, torreggia il palazzo dei marchesi di Bagno, che fece parte di un antico fortilizio.
Si parla di questo Montebello fin dal secolo XII ed al principio del secolo XIV vi troviamo i Brancaleoni della Massa Trabaria, che possedevano i Bagni di Montebello.
Nel 1371 il Castello di Montebello con rocca inespugnabile e 36 focolari era in potere di Ugolinuccio di Montebello, senza dubbio stirpe dei Malatesta, che lo ebbero dipoi e da cui nel 1463 passò al conte Giovan Francesco di Bagno, per restare quindi feudo dei marchesi di Bagno fino a questi ultimi tempi.
La parrocchia di San Pietro di Montebello con 514 abitanti fa parte della diocesi del Montefeltro.
A pochi chilometri da Torriana (deviazione a monte del paese segnalata).
Il Castello e La leggenda di Azzurrina
La piccola Guendalina, figlia del feudatario Ugolinuccio Malatesta, in un pomeriggio tempestoso del 1385, nel giorno del solstizio d'estate, rincorrendo per le stanze della fortezza la sua palla di pezza, svanì misteriosamente nel nulla.
Nonostante le assidue ricerche non fu mai più ritrovata.
Secondo la leggenda, ogni cinque anni, nei giorni del solstizio d'estate, nelle stanze del castello riecheggia il suo pianto.
Ribattezzata Azzurrina per i suoi occhi azzurri e per i suoi capelli chiari con riflessi azzurrognoli.
Il castello, è stato ed è tutt'ora meta di studiosi dell'occulto, di medium ed esperti di fantasmi.
Durante la visita è possibile ascoltare nastri registrati di questo inspiegabile fenomeno.
Il castello, di proprietà dei conti Guidi di Bagno ed in parte ancora stabilmente abitato dagli stessi, è visitabile previo pagamento di un biglietto d'ingresso.
Nel periodo estivo le visite sono possibili anche in notturna.
Interessante nell'ala rinascimentale l'esposizione di arredi e quadri del periodo 1400-1700


Torre civica
