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Giaggiolo

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Tipo : ruderi di castello/fortezza
Altezza mt. : 494
Coordinate WGS84: 44 01' 58" N , 12 03' 29" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

gruppetto di case, chiesa e ruderi del castello
vedi scheda del castello

La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894) 
GIAGGIOLO, GHIAGGIUOLO, oppure GIAZOLO (Giaxol), frazione del comune di Civitella sulla Cresta tra il Rio Voltre ed il suo affluente Torre, 9 chilometri a greco-levante di Civitella.
Il nome di Giaggiuolo, che vuol dire piccolo bosco (V. Gaggio) compare la prima volta nel 1032 in un documento riportato dal Rossi di Ravenna, dove si dice che Giaggiuolo, Teodorano e Castelnuovo facevan parte della diocesi di Forlimpopoli.
In seguito compare un castello di Giaggiolo, che nel secolo dodicesimo apparteneva a quel conte Bonifazio, nominato varie volte, (V. Ravaldino) che nel 1158 od 88 lo donò agli arcivescovi di Ravenna, i quali poi lo cedettero all'Abbazia di Sant'Ellero.
Questa, sempre coll'annuenza dell'arcivescovo ravennate, nel 1262 lo diede in parte in investitura a Malatesta da Verucchio, il quale per certo tempo pagò un piccolo canone, mentre l'altra parte apparteneva a certi conti di Ghiaggiolo, di provenienza incerta, ma da cui sorti quell'Orabile Beatrice, figlia di Uberto, ultimo conte di Ghiaggiolo, la quale nel 1269 andò sposa a Paolo il Bello, figlio di Malatesta da Verucchio ed i cui discendenti continuarono col nome di conti di Ghiaggiuolo.
Questi dopo il fatto tragico di Francesca da Rimini, avvenuto forse nel 1285, divennero nemici implacabili dei Malatesta riminesi, discendenti da Gianciotto, e perciò ne nacquero spesso scene scandalosissime.
Nel 1324 tre bastardi dei Malatesta riminesi trucidarono a tradimento il conte di Ghiaggiolo ed il successore di questi tramò una vasta ed ardita congiura, in cui dovevano perire tutti i Malatesta riminesi, e che fu scoperta e sventata nel 1327.
I conti di Ghiaggiolo, che a varî intervalli possedettero molti castelli dei dintorni, come Bonalda, Fontanafredda, Valdipondo, Petrella, Rivoschio, Cusercoli, Civitella, ecc., si divisero in differenti rami per andare poi a fondersi coi Guidi di Bagno.
Il castello di Giaggiolo venne espugnato da Francesco Ordelaffi, ma poco dopo ripassò ai Malatesta, poichè nel 1371 Castrum Glagioli con rocca e palázzo sul monte e 26 focolari era posseduto insieme a Cusercoli ed altri luoghi dal conte Nicola di Giaggiolo.
Nel 1471, mancando la linea maschile di questi conti Malatestiani, la contea di Giaggiolo passò al conte Francesco Guidi di Bagno, che sposò Ermellina Malatesta, unica erede di Giaggiolo.
Così questo castello passò in proprietà dei conti, poi marchesi, di Bagno, i quali conservarono il castello per villeggiatura fino al secolo decimottavo.
Indi per averne troppi su queste montagne lo abbandonarono. V. Montebello, Cusercoli, ecc , ecc.
La parrocchia della Natività di M. V. di Giaggiolo, con 350 abitanti, appartiene alla diocesi di Sarsina.

Percorso/distanze :

da Cusercoli seguire le indicazioni Voltre, poi Giaggiolo - Km 5,9

foto/descrizione :

foto del 2006