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SPELEOLOGIA

Sezione realizzata in collaborazione con Gianluca Carboni
speleologo e alpinista forlivese

gianluca carboni

Questa sezione è dedicata alle grotte della Vena del Gesso Romagnola ed all'attività di chi le esplora e studia.

Il territorio che tratteremo va dalla valle del Santerno, che sale da Imola, a quella del Lamone, che sale da Faenza. E' una zona in cui pareti di gesso si alzano prepotentemente dal terreno dando al paesaggio un aspetto pittoresco, ed in cui all'improvviso nel declivio di una tranquilla collina, o in un campo coltivato apparentemente uniforme, si incontrano quelle profonde, eleganti depressioni, caratteristiche delle aree carsiche, che prendono nome di doline.

Gli affioramenti di questa particolare roccia evaporitica proseguono importanti nel Bolognese, e qualche “isola” compare anche in provincia di Rimini, ma qui mi occuperò soprattutto della fascia collinare compresa fra Borgo Tossignano e Brisighella, dove si aprono oltre 200 grotte di varie dimensioni.
Ritengo fondamentale chiarire un paio di concetti: v'illustrerò alcuni itinerari che vi permetteranno di conoscere queste zone ed individuare gli ingressi d'importanti abissi e di altre cavità che reputo per un qualche motivo significative; vi parlerò poi dettagliatamente di alcune di queste grotte, descriverò ambienti interni e cercherò di farveli apprezzare, di farvi immedesimare in uno speleologo al lavoro, magari un centinaio di metri sottoterra, ma vi chiedo di non dimenticare che ognuna di queste doline è un delicatissimo ecosistema, prezioso, da rispettare e proteggere sempre, e che l'ingresso in sicurezza in uno qualsiasi degli inghiottitoi che vi presenterò è possibile solo per chi possiede una buona conoscenza delle tecniche di progressione speleologica.

Incontreremo pozzi alti fino a 40 metri, a cielo aperto o nascosti a due passi dall'ingresso, orli scivolosi, profondi crepi e rocce friabili… penetrare in questi ambienti ipogei senza la necessaria preparazione espone ad un pericolo altissimo.

Per concludere, prima di iniziare il nostro “viaggio al centro della terra”, voglio segnalare che esiste un'interessante grotta attrezzata per visite accompagnate nei pressi di Brisighella, si chiama “la Tanaccia”, e che nel territorio sono operativi alcuni gruppi specializzati che annualmente organizzano corsi di Introduzione alla Speleologia: il nostro di Forlì, poi quelli di Mezzano, Ravenna, Imola e Faenza.

Gianluca Carboni

Itinerari e grotte nella Vena del Gesso

Possiamo dividere la Vena del Gesso Romagnola in quattro settori facilmente distinguibili:

•  i gessi di Brisighella, intendendo con questa definizione i colli, con le doline e le grotte, che si trovano appena a monte del paese, verso ovest. Qui troveremo la grotta la Tanaccia;

•  i gessi del monte di Rontana e di Castelnuovo, più ad ovest, in parte protetti e valorizzati dall'istituzione del bellissimo parco naturale Carnè, dove incontreremo alcuni importanti abissi, il Fantini, il Peroni, il Mornig e, nascosta nel bosco, la risorgente dalla quale torna in superficie l'acqua che li ha creati ;

•  i gessi del monte Mauro e del monte della Volpe, fra la valle del Sintria e quella del Senio, spesso scenografici, sempre misteriosi, che nascondono molte delle grotte più profonde e difficili della regione, alcune delle più complesse e nei quali se ne apre una archeologicamente rilevante, la grotta del Re Tiberio;

•  i gessi del monte del Casino, fra la valle del Senio e quella del Santerno, caratterizzati da spettacolari pareti rocciose, le più belle ed imponenti, e dalla presenza di un esteso reticolo di grotte impegnative oramai quasi tutte collegate fra loro.

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