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Fontanelice

Fontanelice - cenni storici

Paese con origini antichissime.
Il nome antico Fons Ilicis deriva probabilmente da " fontana vicino ad un leccio".

Nel periodo medioevale il paese fu soggetto a vari feudatari ( Pagani, Bentivoglio, Bardi, Cunio e Visconti).
All'inizio del 1500 passò sotto il dominio degli Alidosi e successivamente fu ceduta a Ramazzotto Ramazzotti con l'appoggio del papa Giulio II.
Nel 1700 si insediò il marchese Spada ma nel 1757 la città passò ai forlivesi Marvelli-Tartagni. Subì l'occupazione dei Francesi fino alla fine del secolo.

Inizialmente sotto la giurisdizione di Ravenna, entrò a far parte della provincia di Bologna nel 1884.

Miscellanea storica

Corografia d'Italia Vol II - F-O - Giovanni B. Rampoldi ed. Per Antonio Fontana Milano 1833

Pagina 74

FONTANA, borgo degli Stati di Ro-ma, legazione di Bologna, sulla riva destra del Santerno, 8 miglia a libeccio da Imola, 3 a greco da castel del Rio e 10 dai confini boreali del granducato di Toscana. Vi si annoverano circa 1,400 abitanti. Vi si tiene mercato al venerdì di ogni settimana. In una parte del suo territorio raccogliesi buon vino nell'altra soltanto una quantità di castagne.


Dizionario Corografico dell'Italia - Vol. 3 da CL a F - Prof. Amato Amati ed. Vallardi - Milano 1869

Pagina 808

FONTANA ELICE. — Comune nell'Emilia, prov. di Ravenna, circond. di Faenza, mand. di Casola Valsenio. .....
La sua popolazione di diritto, secondo il censimento del 1862, era di 1649 abitanti, .....
Il suo territorio distendesi in una vallata, coltivata a cereali, e circondata da colline ricche di vigneti che danno eccellenti vini. I luoghi più montuosi sono coperti da molti castagni e da quercie. 
Il capoluogo è un piccolo borgo situato presso la riva destra del fiume Santerno, distante 31 chilometri e mezzo da Faenza e quasi 15 a libeccio da Imola. Ha molti bei fabbricati, tra cui si notano due chiese, il palazzo comunale, di moderna ed elegante costruzione, e l'ospitale di Sant'Antonio, ......
Questa borgata, chiamata anticamente Fons Ilicis o Castrum Ilicis, perche è fama esistesse nelle sue vicinanze una fonte coperta da un grandioso elce, si vuole che sia stata fondata dai Fiorentini, ..... 


Dizionario storico di Ravenna - Primo Uccellini ed. Forni editore Bologna - ristampa da tip. seminario arcivesc. 1855

Pagina 174

FONTANA , comune soggetto al governo di di Casola Valsenio, distretto e diocesi d‘ Imola, provincia di Ravenna, giace quasi alle sponde del fiume Santerno in fertile terreno, circondato da ridenti colline. 
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Marzio Corallo la cinse di mura, e la muni di torri , quando nel 554 l’ebbe in dono da Narsete in compenso delle perdite, che aveva sofferte nell’ eccidio d‘ Imola sua patria.

 

Il castello venne pure chiamato Fontana d’ Illice, fons Illicis o Castrurn Illicis, a causa di un fonte coperto di un vaghissimo elce. 
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Il Comune di Fontana conta undici parrocchie compresa l’ arcipretura , ed una popolazione di circa 2000 anime : ha un estimo urbano di scudi 15,760 o rustico di scudi 62,515.’


Dizionario topografico dei comuni d'Italia - Attilio Zuccagni Orlandini ed. soc. editrice Firenze 1861

Pagina 518

Fontana (Emilia). Prov. di Ravenna ; circond. di Faenza ; mand. di Casola Valsenio. Nella parte montuosa del territorio d'Imola, e nella distanza di miglia 8 da quella città, non lungi dalle rive del Santerno, giace la borgata di Fontana. E' tradizione che la costruissero i Fiorentini, e che più tardi la fortificasse un tal Coratto da Imola. Popol   1864.

Altre curiositÓ

Fontanelice Origini di un nome
Secondo una leggenda popolare un giovane di nome Eliceo si avventurò lungo la valle del Santerno che all'epoca era disabitata.
Nell'attraversare un fitto bosco incontrò una bellissima ninfa e se ne innamorò.
La legge del bosco però proibiva qualsiasi legame tra ninfe e uomini stabilendo pene severe per chiunque avesse osato trasgredirle.
Purtroppo i due giovani furono scoperti e sottoposti al giudizio delle creature del bosco che decretarono per la ninfa la perdita dell'immortalità e per il ragazzo la morte.
I due amanti disperati riuscirono però a far impietosire i giudici che tramutarono la pena dando loro la facoltà di tramutarsi in una pianta, un sasso o un'erba.
Il ragazzo scelse di farsi tramutare in un leccio, mentre la ninfa, per restargli sempre vicino, scelse di trasformarsi in una sorgente che sgorgasse ai piedi del leccio.
E' da questa leggenda che deriverebbe il nome di Fontanelice (Fontana e Elice)

GIUSEPPE MENGONI
giardinoarchitetto nato a Fontanelice il 23 novembre 1829, morto a Milano il 30 dicembre 1877, precipitando da un ponteggio della "Galleria Vittorio Emanuele", da lui stesso progettata, mentre stava riportando gli ultimi ritocchi nel giorno precedente all'inaugurazione.
Progetti del Mengoni: la sede della Cassa di Risparmio di Bologna, il Palazzo Comunale di Castel Bolognese, le Case per Operai a Rimini, i Mercati coperti di San Lorenzo e Sant'Ambrogio per il comune di Firenze.
Progettò la restaurazione urbanistica di Roma.

 

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