La
storia
Liberamente tratto
da "
Galeata nella storia e nell'arte"
Mons. Domenico Mambrini
Dalla relazione del Card. Anglico (1371)
" E' in una costa sopra un'altissima ripa sul fiume Acquedotto.
La strada che va in Toscana passa tra il castello e il fiume,
sicchè il castello stesso chiude così la strada che in nessun
modo vi si può passare contro la volontà dei padroni del castello,
in cui vi è una rocca ed una torre fortissima che si custodiscono
a richiesta dell'abate di Galeata. Presso il castello v'è
un borgo in mezzo al quale passa la suddetta strada. Il castello
è atto alla guerra ed ha 23 focolari. In vicinanza c'è la
villa di Valfrancia con focolari 3"
Le origine del castello non sono note,
probabilmente esisteva già in epoca romana a protezione dell'antica
città di Mevaniola.
Notizie si hanno dall'anno 1209
quando (secondo Leandro Alberti) sembra sia stato dato in
dote a Gualdrada, sposa di Guido il Vecchio, discendente da
Guido (nipote dell'imperatore Oddone) e capostipite della
famiglia dei Guidi.
Nel 1277 passa sotto il dominio dei Fiorentini per opera di
Guido Selvatico di Romena, e nel 1316 torna in possesso degli
abati di S. Ellero.
Tornato sotto il dominio di Firenze nel 1424, ed occupato da
Federico da Montefeltro nel 1527, vide anche il passaggio del
Borbone diretto al sacco di Roma nel 1527.
Nei secoli successivi perse progressivamente
di importanza e fu abbandonato.
Così lo descrive il Repetti nel Dizionario
della Toscana volume IV del 1841
La semidiruta rocca di Pianetto esiste
sul risalto di un
poggio situato alla sinistra della strada rotabile che da
S.
Sofia guida a Galeata. |