Passo della Futa
Mt. 903
Posizione N 44°5' 40 " E 11°16'
35"
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Passo
di crinale
L'antico tracciato della via Flaminia minor
dell'Impero Romano sembra coincidesse con il passo dell'Osteria
Bruciata (mt 917) posto tra gli attuali passo Futa e Giogo
di Scarperia.
Tracce sicure di questa via di comunicazione si ritrovano però solo verso
il 1200 e fino al 1300 quando l'Appennino veniva valicato dai pellegrini che
si recavano a Roma in occasione del giubileo voluto da Bonifiacio VIII.
Con l'avvento dei Lorena e per motivi principalmente di ordine militare e difensivo,
fu realizzata una nuova via di comunicazione che univa due nuove città (Firenzuola
edificata nel 1332 e Scarperia) attraverso un nuovo valico, il Giogo di Scarperia.
Il valico, che nell'antichità non si riuscì a rendere interamente
rotabile, fu successivamente oggetto di una variante di circa 30 Km (attuale
passo della Futa).
Panorama Valle di Firenzuola
Da Firenzuola (mt. 422) la via più breve
per raggiungere il passo della Futa (mt. 903) è sicuramente
la rotabile che risale la vallata del Santerno passando per
Cornacchiaia e Castro San Martino.
Dal paese di Firenzuola il passo risulta
ben segnalato, usciti dall'abitato ed imboccata la stretta
strada di valico si raggiunge velocemente il piccolo abitato
di Cornacchiaia.
Qui è quasi d'obbligo la breve deviazione (poco più di cento
metri) per ammirare l'antichissima pieve
posta sull'antica strada che conduceva al passo dell'osteria bruciata, unico
varco dell'appennino prima che la Repubblica Fiorentina ordinasse la costruzione
della strada del giogo.

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Superata la frazione, la strada prosegue con andamento nervoso
e pendenze interessanti.
Ai lati vegetazione ad alto fusto che solo raramente permette di poter vedere
la vallata sottostante o il lontano giogo.
Si raggiunge Castro San Martino (mt. 572) piccolo nucleo abitato che non si atraversa
in quanto posto in posizione sottostante rispetto al piano stradale. |
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Si prosegue sempre in salita,
aggirando una valletta laterale, fino ad immettersi sulla
statale della Futa.
A sinistra per Firenze - Prato, noi giriamo a destra e in circa cento metri
siamo al passo della Futa (mt. 903)
Dislivello da Firenzuola mt. 501 chilometri
11 pendenza media 4,5% con punte vicine all'8% |
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Cimitero Tedesco
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Sul passo
possiamo notare un lungo muro, edificato nell'antichità per
difendere i viaggiatori dalle tempeste di neve e dal forte
vento.
Sulla sinistra imponente struttura che ricopre totalmente
la cima di una collinetta, cimitero militare realizzato
nel 1969 su progetto dell'architetto tedesco Oesterlen, ospita
circa 30.683 salme di soldati tedeschi caduti durante l'ultimo
conflitto mondiale.
Dal passo ampi panorami sui versanti Romagnolo e Toscano
dell'Appennino, e quasi a fronte la vicina vetta
del Monte Gazzaro (mt. 1125)
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Monte Gazzaro |
Sasso di Castro
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Procediamo
costeggiando il lungo muro, dopo circa 100 metri giungiamo
al ristorante Albergo del Passo Futa.
Proseguendo su questa strada in 13 chilometri si raggiunge
il Passo della Raticosa.
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Ristorante Passo Futa |
Panorama
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Emanuele Repetti nel dizionario
storico geografico fisico della Toscana così riferisce
sul passo della Futa - volume 2 edizione del 1835
Porta
il nome di Futa il
varco più frequentato della catena centrale
dell’Appennino, che trovasi a 1560 br. sopra il livello del
mare Mediterraneo, circa 60 br. più depresso della
sovrastante cresta del Monte di Fò.
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La fabbrica della dogana della Futa, tutta di pietre
quadrate, fu fatta costruire dal G. D. PIETRO
LEOPOLDO I, che istituì questa dogana dopo la
soppressione della Contea dello Stale.
Fanno capo alla dogana della Futa le merci che entrano
nel Granducato per le vie che provengono da Piano, da
Menzane e da Barigazza. – Il doganiere della Futa è di
terza classe, e dipende da quello di seconda classe delle
Filigare.
Il passo della Futa era temuto una volta dai passeggieri
per la violenza dei venti che soffiano su quelle nude
sommità dell’Appennino, specialmente lungo la criniera
dei monti fra la Futa e l’osteria della Traversa, presso il
Sasso di Castro, la qual criniera divide la valle
transappennina del Santerno da quella superiore della
Sieve, ossia del Mugello.
La munificenza del Granduca
felicemente regnante ha procurato un riparo a tali bufere,
mediante la costruzione di due lunghi e grossi muraglioni,
che a guisa di bastioni difendono le vetture e i passeggieri nei punti più esposti
al vento in mezzo a quel passaggio.
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Da Firenzuola e fino a PassoRaticosa |
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